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GHEDDAFI/ Geninazzi: a chi fa comodo la fine del "cane" di Europa e Usa?

Foto: Ansa Foto: Ansa

Dobbiamo partire da un fatto: è un Paese che non ha nessuna tradizione di democrazia. Questo vale per tanti Paesi arabi, ma l’Egitto quantomeno ha alle spalle la grande storia del Rinascimento arabo. La Libia invece è sempre stata una scatola di sabbia gestita da varie tribù, fino a quando cento anni fa incominciò l’impresa coloniale italiana. Il Consiglio Nazionale Transitorio (Cnt) non solo è posticcio, tanto che è composto da diversi membri dell’ex regime, ma ha anche tante anime al suo interno. Bisognerà vedere se prevale la saggezza oppure se dopo la caduta del grande avversario che univa tutti, incominceranno a farsi la guerra tra di loro.

 

Fino a che punto chi viene dopo Gheddafi sarà meglio di lui?

 

Soprattutto in Libia, c’è una grande confusione sotto il cielo. Ci sono tanti fattori davvero preoccupanti, soprattutto per il fatto di vedere i ribelli militare sotto bandiere diverse e con divise diverse, obbedendo a fazioni islamiche, tribali o ex jihadiste. Ma il fatto più importante è un altro. Ora che la fase dei raid aerei dell’alleanza anglofrancese è finalmente finita, la Libia va aiutata non solo per i nostri interessi legati al petrolio, ma anche per avere sull’altra sponda del Mediterraneo un vicino in grado di garantire stabilità.

 

In molti ricordano l’amicizia tra Gheddafi e Berlusconi. Ma il premier italiano è stato l’unico a riverire il dittatore?

 

Quella di Gheddafi a Roma è stata l’ultima grande sceneggiata. Ma non è stato solo Berlusconi che, di fronte alle insolenze del Colonnello, non ha avuto il coraggio di dire basta. Non va dimenticato che Sarkozy, il principale fautore dell’alleanza anglofrancese, permise al rais di piantare le sue tende di fronte all’Eliseo. Tutti hanno qualcosa da rimproverarsi, e anche gli Stati Uniti dopo il 2001 hanno accettato di avere questo “cane rabbioso” come loro alleato per azzannare la bestia del terrorismo.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
22/10/2011 - voyerismo (francesco scifo)

Le immagini di morte in diretta che scorrono sulle televisioni dimostrano come si calpesta la dignità della persona; ma ciò che è peggio è la mancanza di pubblico scandalo per questo fatto. Per procurare soddisfazione al pubblico assuefatto, si fanno vedere nei telegiornali immagini sempre più crude, condendole con l'alibi della cronaca. C'era un film americano degli anni 70 "Rollerball" mi pare, che ipotizzava un gioco che finiva con la morte di uno dei concorrenti: all'epoca sembrava una cosa assurda. Ebbene ormai la morte in diretta è abituale nelle news ed, anzi, c'è chi se ne rallegra. Nessuna comprensione per un feroce dittatore, ma anche dietro quella immagine c'era una persona: chi tramette e chi gode e lucra su quelle immagini è proprio come lui:stessa sensibilità.