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ARGENTINA/ Cristina Fernandez Kirchner rieletta presidente

Pubblicazione:lunedì 24 ottobre 2011

Cristina Kirchner, foto Ansa Cristina Kirchner, foto Ansa

Vittoria al primo turno per Cristina Fernandez Kirchner già presidente della Repubblica argentina, e adesso confermata nella carica per un altro mandato grazie alla vittoria al primo turno. La Kirchner ha ottenuto il 57% delle preferenze quando ancora mancano molte sezioni da scrutinare proprio nella regione di Buoenos Aires che dovrebbero far salire ancora il quoziente di voti da lei ottenuto. In tal mondo si pone come detentrice di due record: nel 2007 fu la prima donna a essere eletta presidente della Repubblica, adesso è anche la prima a essere rieletta. Non solo: i voti che ha ottenuto sono il margine più alto che un candidato ottiene dal ritorno delle elezioni democratiche nel Paese sudamericano, cioè circa trent'anni fa. al termine del regime militare. Staccato di ben 36 punti percentuali - ha ottenuto il 17% delle preferenze - è stato il candidato del Partito socialista Hermes Binner. A seguire il candidato del Partito radicale Ricardo Alfonsin, figlio del primo presidente democratico dopo il regime militare nel 1983 Raul Alfonsin, con l'11,53% dei consensi. Hanno votato in tutto il Paese il 78,34% degli aventi diritto. Da sottolineare che Cristina Fernandez Kirchner è moglie del deceduto ex presidente argentino Nestor, morto lo scorso 27 ottobre. Nel suo primo discorso di ringraziamento, Cristina Fernandez Kirchner ha voluto ricordare proprio lo scomparso marito e ha aggiunto che continuerà la sfida per riportare in bilancio la situazione economica del Paese, alle prese con una forte crisi economica: "Voglio continuare a cambiare la storia" ha concluso "la Presidenta" come dicono in Argentina. Una sonora sconfitta per l'opposizione dunque mentre il partito della Kirchner, il Frente para la Victoria, si dimostra potente forza guida dell'Argentina. Per la presidentessa, però, conta l'unità nazionale: vuole essere il presidente di tutto il Paese senza divisioni e discriminazioni. Il partito socialista invece teme la concentrazione di potere in un unico partito, quello vittorioso, una concentrazione che potrebbe essere pericolosa per il bene dell'Argentina.


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