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ARGENTINA/ La "paura" che ha portato alla vittoria Cristina Kirchner

Pubblicazione:lunedì 24 ottobre 2011

Cristina Kirchner, foto Ansa Cristina Kirchner, foto Ansa

Questa statalizzazione forzata e economicamente illogica provoca la fuga degli investitori stranieri, il blocco della crescita e l’inizio di un’inflazione che ha raggiunto limiti degni delle peggiori crisi passate. Si cerca di ovviare con aumenti dei salari  e delle pensioni che però non coprono l’avanzare del fenomeno: oggi il costo della vita , che solo 2 anni fa era del 40% inferiore a quello della zona Euro, è praticamente uguale: fa un certo effetto entrare in un supermercato di Buenos Aires e scoprire che, ad esempio, la verdura è più cara che in Italia , fatto decisamente singolare in un’economia dove il campo è ancora il fattore trainante.

Ma dal punto di vista politico il kirchnerismo ha di fatto acuito le tensioni interne abbracciando in pieno la filosofia della distorsione mediatica…al contrario che nel nostro Paese, essendo l’informazione in mano a oligopoili privati antigovernativi  oltrechè dello Stato,  si è acuita la filosofia dell’anientamento del “nemico” ideologico che, anzichè essere considerato un avversario, viene demonizzato al punto da creare odio persino attraverso lo spregiudicato uso del sistema scolastico come centro di diffusione politica. Accade così che, ad una recente mostra sul pensiero argentino attraverso la storia del Paese, oltre ad evitare di menzionare idee differenti o distanti dal peronismo , si invitavano gli studenti visitanti a colpire l’immagine di un oppositore con una palla.

O a sputare su manifesti recanti l’immagine di presunti fiancheggiatori della dittatura militare apparsi nelle strade, mentre l’attuale compagine Governativa è piena di ex militanti di gruppi terroristici che, al pari dei militari, utilizzavano le armi per l’eliminazione fisica degli avversari. Si è arrivati al punto di escludere chi appartiene a scuole di pensiero o politiche differenti attraverso il boicottaggio economico neanche tanto velato, impedendogli spesso di esercitare i propri diritti . E di arrivare a cambiare la prefazione del libro-denuncia “Nunca mas” , l’opera dello scrittore Ernesto Sabato che, con il ritorno della democrazia in Argentina, avvenuto nel 1983 con la Presidenza del radicale Alfonsin , aveva presieduto il gruppo di indagine sulla dittaura militare di cui il testo citato costituisce la memoria, facendo passare quella terroristica come una guerra giusta e non come il fattore scatenante dell’ascesa al potere dei militari .

 


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