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Esteri

DOPO GHEDDAFI/ L'ambasciatore italiano: così possiamo liberare la nuova Libia

Il ministro degli Esteri Franco Frattini in Libia (Ansa)Il ministro degli Esteri Franco Frattini in Libia (Ansa)

Ogni vicenda storica costituisce un fatto a sé stante ed il paragone tra Libia ed Iraq non ha un solido fondamento. Vorrei ricordare che una delle conseguenze caratteristiche di questi otto mesi di lotta è purtroppo stata quella di aver causato molte vittime, circa 25mila, alle quali vanno affiancati gli oltre 250mila feriti. Il senso di unità e l’anelito di libertà che hanno mosso il popolo libico in questi mesi non hanno paragone nella storia recente del mondo arabo e credo sinceramente che su tali sentimenti si potrà costruire un Paese unito e democratico.

Quali sono i rapporti dell’Italia con il Cnt del presieduto da Abdeljalil?

I rapporti sono ottimi, come si è confermato anche nel corso delle recenti visite a Tripoli del Ministro degli Esteri Frattini e del Ministro della Difesa La Russa. Vorrei ricordare che abbiamo avviato i rapporti con il Presidente del Cnt proprio con un contatto del Ministro degli Esteri nei primissimi giorni di marzo, e con il successivo immediato invio di un rappresentante diplomatico a Bengasi. Abdeljalil ha tenuto a sottolineare, nel corso delle visite che ho ricordato, che l’odio per gli italiani era un’invenzione di Gheddafi e che il sentimento autentico dei libici per il nostro Paese è di affetto e di stima. Del resto l’attività quotidiana dell’Ambasciata e dei Consolati in Libia, la presenza di aziende e di cittadini italiani che svolgono la loro professione in questo Paese ne sono la conferma.

Cosa può fare l’Italia per favorire una transizione pacifica?

Come ho detto, non sussistono problemi di fondo nel rapporto tra Italia e Libia, si tratta adesso solo di impegnarci, e mi riferisco alle nostre istituzioni, ma anche alle nostre aziende ed agli operatori sociali e culturali, per dare concretezza alle ottime premesse che già esistevano tra Roma e Tripoli e che il sostegno assicurato dall’Italia alla causa della rivoluzione libica del 2011 ha certamente rafforzato. Dialogare con la Libia di oggi e del futuro sarà più facile, poiché non rischieremo di trovarci di fronte gli ostacoli che il Regime poneva per questioni di politica interna e di prestigio, ma ciò non significa che dovremo impegnarci di meno.

Qual è il ruolo del nostro paese nel futuro a medio termine del paese?