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Esteri

ROSSELLA URRU/ La cooperante rapita in Algeria, la situazione aggiornata

La cooperante italiana rapita in Algeria sabato notte, Rossella Urru. Di lei non si sa più nulla. Il ministero degli esteri spagnoli smentisce sia stata opera di Al Qaeda

L'abitazione della famiglia Urru in Sardegna, foto AnsaL'abitazione della famiglia Urru in Sardegna, foto Ansa

E' una coordinatrice del CISP (Comitato Internazionale per lo sviluppo dei popoli) Rossella Urru. Il suo compito si svolgeva nei campi profughi della regione del Saharawi in Algeria. E' stata rapita nella notte fra sabato e domenica insieme ad altri due cooperanti, di nazionalità spagnola, e da allora non si sa più nulla di loro. La famiglia di Rossella, originaria del paese di Samugheo, è in comprensibile ansia: il parroco sta organizzando una fiaccolata in solidarietà. L'unica cosa che si sa, per quanto possa valere, è quanto ha comunicato il ministero degli esteri spagnoli smentendo che il rapimento sia opera di un gruppo di Al Qaeda. Profondamente appassionata delle sorti dei popoli africani, la Urru (29 anni di età) è stata la prima laureata in Cooperazione internazionale, all'indirizzo della facoltà di Conservazione dei beni culturali. Come tesi, proprio il popolo del Saharawi. Si stava occupando di un progetto di cooperazione organizzato dal Comune di Ravenna nell'ambito del Tavolo regionale per la tutela delle donne e dei bambini Saharawi. Il campo profughi dove Rossella Urru si trovava al momento del rapimento dista quasi duemila chilometri da Algeri. Da quel campo profughi proprio la sera del rapimento della Urru era ripartita un'altra cooperante italiana, Debora Rezzoagli, coordinatrice dei programmi CISP in Africa che è una grande amica della Urru. Insieme, hanno lavorato in quel campo per una settimana: definisce l'amica rapita una persona molto stimata nell'ambiente, una studiosa del mondo arabo che parla tre lingue, francese, inglese e spagnolo. Secondo le testimonianze raccolte, intorno alla mezzanotte e mezza di sabato due fuoristrada con a bordo una decine dì uomini vestiti da militari algerini sono giunti a Rabuni, centro amministrativo della autoproclamata Repubblica Araba Saharawi Democratica, e si sono diretti verso l'edifico che ospita i cooperanti internazionali. C'è stata una sparatoria, poi hanno portato via la donna italiana e i due spagnoli. Da allora più niente, neanche richieste di riscatto.