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TUNISIA/ Al Saghir, parlamentare: ecco i punti del nostro governo

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La lotta alla corruzione, la difesa dei diritti dei giovani, la realizzazione di grandi opere infrastrutturali anche per creare nuovi posti di lavoro. Ci impegniamo inoltre a fare il possibile per bloccare totalmente l’emigrazione clandestina, favorendo l’utilizzo di questa grande risorsa umana all’interno della Tunisia. Cercheremo di rafforzare un libero interscambio commerciale nell’area del Mahgreb. Ma soprattutto offriremo grandi opportunità alla libera iniziativa economica, promuovendo una maggiore e reale collaborazione con l’Ue, cui stiamo per presentare la richiesta per avere lo status avanzato nei rapporti. In sintesi, presteremo il maggiore ascolto possibile a quelle che sono le esigenze della gente e staremo il più lontano possibile dal sistema del passato che non teneva conto minimamente di queste richieste.

 

L’immigrazione clandestina garantisce elevate rimesse al suo Paese. Per quale motivo dovreste impegnarvi a contrastarla?

 

Perché Ennahda vuole favorire soltanto l’immigrazione legale. Quella clandestina infatti è una perdita di vite umane, gente che si butta in mare e nel momento in cui arriva in Italia non ottiene nessun tipo di garanzia. La via che va seguita al contrario consiste nel favorire l’immigrazione legale per motivi di studio, lavoro o interscambio tra le imprese italiane e quelle tunisine.

 

Dopo la caduta di Ben Alì però l’immigrazione clandestina è aumentata. Voi come farete a fermarla?

 

E’ aumentata perché per un certo lasso di tempo, in seguito alla rivoluzione, è venuto a mancare lo Stato. Con il ripristino dell’autorità statale la situazione cambierà.

 

(Pietro Vernizzi)



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