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SIRIA/ Eid: ora i cristiani lascino Assad e seguano il Papa

Pubblicazione:lunedì 31 ottobre 2011

Muammar Gheddafi e Bashar Assad Muammar Gheddafi e Bashar Assad

“Io, cristiano libanese, vi spiego perché la Chiesa siriana non deve avere paura di scaricare il presidente Assad, seguendo l’esempio di Papa Benedetto XVI e del Vaticano”. Camille Eid, giornalista di Avvenire e docente di Lingua araba in Università Cattolica, contattato da Ilsussidiario.net commenta così l’intervista a Bashar Assad pubblicata ieri dal Sunday Telegraph. Per l’esperto, “i vescovi siriani temono l’ascesa al potere dei sunniti, ma la loro non è una scelta lungimirante. La caduta di Assad presto o tardi è inevitabile. Appoggiarlo rischia solo di creare dei rancori nei confronti dei cristiani, il cui compito dovrebbe essere invece di costituire un elemento di coesione all’interno della società”.

 

Assad ha dichiarato che un’azione dell’Occidente contro la Siria creerebbe un nuovo Afghanistan. Sarebbe davvero così?

 

Non è una coincidenza che Assad abbia parlato di Afghanistan: dopo la strage dei soldati americani avvenuta sabato a Kabul, queste parole rappresentano una vera e propria minaccia. E’ lo stesso atteggiamento tenuto da Gheddafi o prima ancora da Saddam Hussein. Assad dimentica però che l’Occidente non ha mai detto di voler intervenire militarmente. Inoltre, il dittatore finge di non sapere che la stessa Lega araba ha chiesto al regime siriano di cessare le violenze. Assad del resto prima ha approvato una riforma per garantire il diritto di manifestare liberamente, e poi manda l’esercito a reprimere chi scende in piazza. Tanto che dall’inizio della rivolta le vittime civili hanno raggiunto un numero spropositato, e tra loro ci sono circa 200 bambini.

 

Perché Assad esce allo scoperto proprio adesso?

 

Il presidente siriano parte dal presupposto che, terminata la guerra in Libia, l’Occidente si occuperà del suo regime. Oggi inoltre (ieri, ndr) la Lega araba ha convocato i suoi emissari in Qatar per dare l’“ultimo ultimatum” ad Assad. Ma perfino uno storico alleato come l’Iran ha criticato il regime di Damasco. Assad si rende conto che anche i suoi migliori alleati lo stanno abbandonando. Non dimentichiamoci che sempre oggi (ieri, ndr) l’inviato del governo cinese al Cairo ha detto a chiare lettere che Assad deve accelerare le riforme.

 

Quindi solo la Russia è rimasta arroccata nel sostegno al dittatore. Assad accetterà delle libere elezioni?


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