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SIRIA/ Eid: ora i cristiani lascino Assad e seguano il Papa

Muammar Gheddafi e Bashar Assad Muammar Gheddafi e Bashar Assad

Dovrebbe fare sì che tutte le componenti possano contribuire alla rinascita della nazione. Le gerarchie ecclesiastiche del Paese considerano il dittatore come il male minore. Ho discusso a lungo personalmente di questa posizione con i vescovi siriani, e ho tentato di convincerli del fatto che continuare a sostenere pubblicamente le posizioni di Assad non farà altro che creare sfiducia nei loro confronti. E’ un dato di fatto, presto o tardi il presidente dovrà dimettersi: non può continuare a governare da solo un Paese come la Siria. Finora Assad ha impedito ai sunniti prendere parte alla vita politica, ma che ci piaccia o no loro rappresentano la maggioranza. Più allontaniamo l’unica soluzione naturale, e cioè che tutti i cittadini siano rappresentati, più esacerbiamo il desiderio di rivalsa dei sunniti: e di questo, se i vescovi manterranno la loro posizione, pagheranno le conseguenze anche i cristiani.

 

Il Vaticano ha appoggiato la linea dei vescovi siriani?

 

No, la Santa sede ha cercato di tenersi lontana dalla loro posizione. Tanto è vero che lo scorso agosto il Papa Benedetto XVI ha chiesto ad Assad di fermare le violenze, da qualsiasi parte provengano. La considero una posizione molto netta, e i vescovi siriani dovrebbero tenerne conto.

 

Quali interventi dell’Occidente sarebbero auspicabili nei confronti della Siria?

 

Si potrebbe giungere a un embargo nei confronti dei beni siriani all’estero: ogni giorno per esempio si scoprono dei capitali siriani in banche svizzere o inglesi. Dobbiamo colpire Damasco nel suo nervo scoperto, perché l’economia siriana non ha grandi risorse e quindi non potrà durare a lungo senza i finanziamenti stranieri. La Siria infatti è soltanto il 30esimo produttore di petrolio nel mondo. L’Occidente potrebbe inoltre riconoscere il Consiglio transitorio siriano: trattando con l’opposizione, si darebbe ad Assad l’impressione che la sua fine si stia avvicinando. Escludo invece che sia auspicabile un intervento militare. Gli stessi oppositori siriani non vogliono neppure saperne di un’azione come quella avvenuta in Libia. Il rischio di una guerra civile è troppo elevato, e la forza di chi protesta è proprio nel fatto che le loro manifestazioni sono sempre state pacifiche.

 

(Pietro Vernizzi)

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