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SOMALIA/ Attentato a Mogadiscio, 65 morti. E’ opera di al-Shabaab

Pubblicazione:martedì 4 ottobre 2011

L'autobomba esplosa nell'attentato L'autobomba esplosa nell'attentato

Mantenevano l’ordine con la violenza, imponendo i dettami dell’islam più radicale. Dal loro instaurarsi le uccisioni e le torture per i cristiani sono diventate pratica all’ordine del giorno; «i musulmani hanno invece subìto amputazioni delle membra o lapidazioni per reati previsti dalla sharia, e altre vessazioni tipiche di al Shabaab: divieto di guardare in tv le partite del Mondiale di calcio, film in videocassetta e tutte le trasmissioni tranne i notiziari di Al Jazeera, di trasmettere per radio musica che non sia sacra, di portare i capelli secondo fogge occidentali, di indossare reggiseni (le donne che contravvengono sono frustate), di insegnare inglese e scienze nelle scuole», spiegava, su queste pagine, Rodolfo Casadei.  Un governo fondato sulla brutalità dell’islamismo più radicale. Ma che, per la popolazione abituata a decenni di violenze di ogni genere e stupri di massa, aveva rappresentato pur sempre un passo avanti.

 



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