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SOMALIA/ Attentato a Mogadiscio, 65 morti. E’ opera di al-Shabaab

Pubblicazione:martedì 4 ottobre 2011

L'autobomba esplosa nell'attentato L'autobomba esplosa nell'attentato

Il bilancio degli attentati di oggi a Mogadiscio è di 65 morti e 50 feriti. Si tratta del risultato di una serie di attacchi suicidi ad opera dei Giovani mujahidin somali, i militanti di al-Shabaab, formazione che aderisce ad Al Qaeda. E’ quanto si apprende dalla tv Araba al-Jazeera che ha riferito che tra le vittime ci sono civili, studenti e soldati. Gli attentati di oggi, secondo la tv con sede nel Qatar, rappresenta «l’attacco più violento degli ultimi tempi contro il governo di Mogadiscio, usando tra l’altro, un camion imbottito di esplosivo». Secondo alcuni testimoni, l’esplosione ha interessato una zona in cui ci sono 4 ministeri. Si tratta della cosiddetta “zona chilometro 4” che, in teoria, dovrebbe essere particolarmente sicura, dal momento che è controllata da truppe governative e peacekeeper dell'Unione Africana. 

Gli integralisti islamici, rivendicando la strage, hanno fatto sapere che «Uno dei nostri mujaheddin si è sacrificato per uccidere dei responsabili del governo federale di transizione, dei soldati dell’Unione africana e degli informatori che si trovavano all’interno» del palazzo governativo dove ha avuto luogo l’attentato;  il primo da quando al-Shabaab è stata obbligata a lasciare la capitale ad agosto, dopo un attacco congiunto delle forze filogovernative e dell’Unione africana.

Il gruppo si è formato dopo la sconfitta del’Unione delle corti islamiche da parte del governo federale di transizione, sostenuto dai militari etiopi. Del gruppo fanno parte almeno 300 membri dell’Unione. Il loro scopo dichiarato è quello del rovesciamento dell’attuale governo, della cacciata dei militari stranieri e dell’istituzione di un governo basato sulla sharia, la fonte di legislazione universale fondata sul Corano.

Obiettivi che vennero realizzati in parte dalla Corti islamiche nel 2006. Si trattava di un movimento politico militare che, per un certo periodo, riuscì a porre fine alle violenze e alle scorribande dei signori della guerra, capiclan locali che, per anni, si contesero il territorio. Le Corti, infatti, nella assoluta incapacità di operare del governo federale, aveva dato alla popolazione una qualche speranza di miglioramento. 


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