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AUSTRIA/ La rivista Falter pubblica i 35 scandali più eclatanti del paese

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Jörg Haider (Foto Ansa)  Jörg Haider (Foto Ansa)

Il settimanale viennese Falter ha deciso di dedicare un numero speciale ai 35 scandali più eclatanti avvenuti in Austria negli ultimi anni della repubblica alpina, dove i cittadini cominciano a perdere la propria fiducia nei confronti della democrazia. “Non riuscite a tenere il conto? – titola Falter – Ecco l’elenco degli scandali in Austria”, che riporta numerose rivelazioni riguardanti anche cinque ex ministri dei governi di coalizione tra i conservatori del cancelliere Wolfgang Schüssel e l'Fpö di Jörg Haider: sembra che quest’ultimo, ex leader dell’estrema destra austriaca, morto in un incidente stradale nel 2008, tenesse nascosto in Liechtenstein un patrimonio di circa 45 milioni di euro. A rivelare questa notizia è stata la rivista Profil in un numero uscito a luglio dell’anno scorso. La scoperta era avvenuta dopo le indagini condotte in Austria, Svizzera e Germania, esaminando i conti bancari nell’ambito di due operazioni: una sulla privatizzazione della società immobiliare austriaca Buwog nel 2004, e l’altra sul riacquisto della banca austriaca Hgaa da parte della banca pubblica tedesca BayernLB nel 2007. Tornando alla classifica pubblicata sul settimanale Falter, uno degli scandali che ha più fatto parlare di sé nel corso degli ultimi anni è senza dubbio quello riguardante la questione Buwog: Karl-Heinz Grasser, l’allora ministro delle finanze, nel 2004 è stato accusato di favoritismo e abuso di potere dopo che la società di costruzioni subì la più importante privatizzazione nel paese dal dopoguerra. Prima, nel 2002, l’allora ministro della difesa scelse Eurofighter per la fornitura di 24 velivoli da combattimento e per un contratto di 1,76 miliardi di dollari, dopo aver ricevuto per anni denaro da parte del produttore EADS. In quella circostanza gli Stati Uniti avevano espresso il proprio disappunto per il fatto che l'Austria avesse scelto Eurofighter Typhoon invece dell'F-16 della Lockheed Martin. La rivista Falter, attraverso il proprio direttore, fa sapere di aver scelto questi contenuti perché i politici hanno «reinterpretato lo slogan della campagna di Schüssel, “meno stato, più privati”, nel senso dell'arricchimento personale».


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