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ESCLUSIVA/ L’attivista siriano: migliaia di vite stroncate dagli interessi di Cina e Russia

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Il veto della Cina (Ansa)  Il veto della Cina (Ansa)

La posizione di Erdogan finora è stata un po’ altalenante. Ci rendiamo conto del resto che la posizione geografica della Turchia è difficile, perché ci sono 550 chilometri di confini che corrono con la Siria. E quindi non è semplice per Erdogan intraprendere delle pesanti sanzioni nei confronti di Assad. Noi continuiamo a sperare nel premier turco, e in particolare auspichiamo che prenda dei provvedimenti quantomeno per proteggere la popolazione siriana che vive al confine con la Turchia, inasprendo inoltre le sanzioni.

E’ vero che i ribelli siriani negli ultimi giorni stanno prendendo le armi, come in Libia?

No, non è vero. Alcuni militari siriani insieme a diversi ufficiali hanno disertato per proteggere i manifestanti, soprattutto nelle città dell’Ovest come Jisr Ash-Shughur e Ariah. Le proteste organizzate ogni giorno dai civili sono del tutto pacifiche: nessun cittadino ha imbracciato le armi. La rivolta quindi non è formata da persone che combattono contro il governo. Sono gli ex soldati e ufficiali che combattono le forze governative, quando queste ultime inviano dei carri armati per attaccare le nostre città. In Siria per chi non appartiene all’esercito è impossibile avere anche solo un proiettile, perché chi lo fa è condannato all’ergastolo. Ogni volta che l’esercito entra in una città, ci sono numerosi residenti che fuggono, e a volte sono attaccati dai carri armati.

Resta il fatto che sono dei soldati che combattono contro Assad perché credono nella rivoluzione, quindi quella siriana si è trasformata in una rivolta armata…

Sì, ma i soldati ribelli si sono sempre rifiutati, fin dall’inizio delle proteste, di distribuire delle armi alla popolazione civile. Noi abbiamo sempre creduto e continuiamo a credere in una rivoluzione pacifica. Riteniamo che armare i comuni cittadini sarebbe un grave errore, perché questo farebbe sprofondare il Paese in una guerra tremenda. Numerosi civili resterebbero uccisi, molti di più di quelli che abbiamo perso finora. Invece, quando i manifestanti scendono nelle piazze contro Assad, cantano in coro: “Vogliamo dimostrare pacificamente”. Il governo siriano del resto non aspetta altro che una scusa per colpire delle persone a caso, e armare i civili gli offrirebbe proprio questa giustificazione.

Come si sta evolvendo ultimamente la situazione in Siria?


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