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ESCLUSIVA/ L’attivista siriano: migliaia di vite stroncate dagli interessi di Cina e Russia

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Il veto della Cina (Ansa)  Il veto della Cina (Ansa)

Nella Siria centrale, da Homs ad Hama, da Idlib ad Al-Rastan l’esercito e le forze governative nelle ultime due settimane hanno iniziato una violenta campagna militare contro le città. Al-Rastan in particolare, una cittadina di circa 60mila abitanti, è stata circondata da 250 carri armati e più di 30mila soldati. Con questo tipo di azioni distruggono tutte le città che si ribellano. Anche perché non affrontano i manifestanti con lacrimogeni o proiettili di gomma, che non fa mai parte delle loro dotazioni, ma solo con armi da fuoco dall’effetto mortale. Ora stanno davvero tentando di fermare la rivoluzione nei quattro angoli del Paese, ma non ci riescono perché noi vediamo che la scintilla delle proteste si propaga ovunque. Dopo ogni repressione, le opposizioni si arrendono per un mese illudendo il governo di averle piegate. E non appena l’esercito si trasferisce in un’altra città, ricominciano le proteste.

Che cosa risponde ai cristiani siriani che temono un nuovo Iraq?

Vogliamo che la popolazione cristiana della Siria sappia che ogni giorno, nelle nostre manifestazioni, cantiamo lo slogan “Uniti, uniti, noi siamo uniti”. Tutti insieme in Siria stiamo cercando di ottenere un Paese democratico, dove tutti possano essere uguali, senza esclusioni né alcun privilegio per un gruppo religioso piuttosto che per un altro. Non vogliamo che i gruppi islamisti guidino il nostro Paese, ma che tutti possano votare ed esprimere la loro opinione. Fin dalla nascita della Siria cristiani e musulmani sono vissuti insieme, e non abbiamo mai avuto problemi gli uni con gli altri.

(Pietro Vernizzi)



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