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LIBIA/ Sirte, si continua a combattere. Il Cnt: “Oggi l’attacco finale”

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Si continua a combattere, senza sosta, a Sirte. La città, che da giorni sarebbe sempre in procinto di cadere in mano ai ribelli del Consiglio nazionale di Transizione non da cenni di resa. I lealisti asserragliati al suo interno daranno battaglia sino all’ultimo uomo. Oggi le forze ribelli hanno scatenato l’attacco più massiccio da qui a quattro settimane orsono, da quando è iniziato l’assedio. Contro la cittadina che ha dato i natali a Gheddafi sono stati sparati colpi di artiglieria pesante, anche da parte dei carri armati che si trovano ad est. Sono migliaia i civili che stanno tentando di fuggire mentre piovono bombe, mentre altissime colonne di fumo si sono viste levare verso il ceielo. «Ci sono pesanti bombardamenti in tutte le direzioni. Finiremo domani, quando, con il volere di Dio conquisteremo Sirte», ha dichiarato Ahmed El-Obeidi, comandante del Cnt. I ribelli sono riusciti anche, da alcuni giorni, a penetrare all’interno della città, dove pare che si stia combattendo quartiere per quartiere.

La violenza ha raggiunto particolari livelli presso la sede dell’università e presso il centroOuagadougou dove tradizionalmente si sono sempre tenuti i summit panafricani. Da qui i cecchini sono riusciti a respingere, anche con il lancio di razzi, l’assalto dei ribelli. Uno dei responsabili militari ha spiegato di aver ricevuto l’ordine di portare a termine la missione entro oggi. Poi, ha aggiunto che si tratterà dell’assalto finale. Si combatte, nel frattempo, anche a Bani Walid,  dove potrebbe nascondersi Gheddafi. Priama di riprendere gli attacchi in maniera massiccia, gli comandanti dei ribelli hanno fatto sapere che intendono tentare la strada dei negoziati. Che, dal canto suo, ieri è tornato a rivolgersi ai cittadini libici chiedendo loro di scendere nelle piazze in milioni per protestare contro i nuovi governanti. Altra zona in cui proseguono i combattimenti, è quella di Ragdaline, Intanto la Nato ha reso note le condizioni per porre fine al proprio intervento nel Paese. La fine delle operazioni di sostegno al Cnt è legata a quatto obiettivi, in particolare.


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