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Esteri

PALESTINA/ Herzog (Haaretz): l'Onu sbaglia, dobbiamo riaprire il dialogo

Abu Mazen all'OnuAbu Mazen all'Onu

Il problema è che l’Ue ha accettato la Palestina in quanto Stato, come membro a pieno diritto. Ed è tutto da vedere come i palestinesi faranno uso di questo riconoscimento. Se cercano innanzitutto una vittoria diplomatica e simbolica, posso capirli. Ma se intendono approfittarne per combattere Israele sul piano legale e politico, ritengo che questo sia un gioco molto pericoloso e che porterà a un’escalation delle tensioni. In questo caso infatti nessuna delle due parti ne uscirebbe vincitrice, ma entrambe avrebbero qualcosa da perderci. La comunità internazionale deve essere più prudente, distinguendo tra il sostegno morale ai palestinesi, che è una cosa, e quello politico, che alimenta lo scontro.

 

I palestinesi però sono esasperati da una situazione che si trascina da 60 anni. Perché non si è ancora giunti al riconoscimento di un loro Stato?

 

Perché gli israeliani vogliono essere certi che quando si raggiungerà un accordo e ci sarà un riconoscimento reciproco tra i due Stati, questa sarà la base per mettere la parola fine al conflitto, e non per aprirne uno di proporzioni ancora più vaste. Già negli accordi di Oslo del 1993 si parlava di riconoscimento reciproco tra due Stati. Dopo gli accordi di Oslo però, il governo israeliano ha aggiunto un’altra richiesta e sta chiedendo di essere riconosciuto come lo Stato-nazione del popolo ebraico. Attualmente in Israele è in corso un dibattito sul fatto che il governo debba o meno chiedere questo. La mia posizione però è che questo passaggio andrebbe risolto dopo avere trovato una soluzione per tutte le altre questioni chiave. Se noi ci impegniamo a trovare un accordo sui confini, sulla sicurezza, sui rifugiati e su Gerusalemme, sono convinto che allora avremo diritto anche a richiedere questo riconoscimento reciproco e che potremo ottenerlo. Ma affrontare il problema adesso prima ancora di iniziare i negoziati, complicherebbe le cose e alzerebbe il prezzo per un accordo sugli altri aspetti.

 

Lei non ha citato però il problema più scottante, che è quello della crescita demografica dei palestinesi …

 

E’ una realtà di cui tenere conto, ma la migliore soluzione per la sfida demografica è raggiungere un accordo per separare i due popoli, israeliano e palestinese, in due Stati autonomi. Se infatti non si raggiungesse un accordo, i palestinesi non avrebbero uno Stato e la pressione in Israele crescerebbe per consentire loro di ottenere la cittadinanza. Proprio per questo motivo pensare a un solo Stato invece che a due sarebbe una soluzione disastrosa.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
07/10/2011 - riconoscimento della palestina. (alfredo campi)

Ritengo opportuno e necessario che Israele, come ha avuto nell'Italia un alleato politico che sosteneva la sua legiittimità ad esistere, ritengo che Israele debba fare altrettanto con la Palestina,creando quindi un patto di coesistenza sia a livello econo- mico che sociale. Il Medio Oriente è già una polveriera, ci vuol poco a capire che la richiesta dei Palestinesi è legittima e di molto. Avanti Israele fai il primo passo verso la pacificazione.