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PALESTINA/ Herzog (Haaretz): così l'Unesco fa saltare il processo di pace

Pubblicazione:martedì 1 novembre 2011

Gerusalemme (Ansa) Gerusalemme (Ansa)

Il ministro degli Esteri ha appena annunciato che Israele sta considerando l’ipotesi di cessare la cooperazione con l’Unesco, ma la decisione non è stata ancora presa. Come sa, fin dal ’90 gli Stati Uniti sono vincolati da una legge ad interrompere ogni finanziamento all’Unesco qualora esso accetti la Palestina come Stato; Israele sta soppesando le sue opzioni e penso che deciderà al più tardi questa settimana. Per adesso sta prendendo in seria ipotesi la cessazione. Decidere spetta al governo e al primo ministro.

Ma secondo lei è giusto che gli Usa interrompano il loro supporto all’Unesco?

Non sono in una posizione tale da poter dire agli americani cos’è giusto e cos’è sbagliato. Capisco bene perché vorrebbero tagliare il supporto all’Unesco o ad altri organismi, anche se starei molto attento all’uso di questo metodo. Non penso che una decisione al riguardo dovrebbe essere per così dire «automatica».

È nota la scarsa simpatia che intercorre tra l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione,  la Scienza e la Cultura e gli Stati Uniti. Lei come spiega il voto di ieri?

Si tratta in ultima analisi di un voto politico. Ogni Stato decide come votare secondo la sua posizione politica. Anche i Paesi europei hanno votato divisi. Alcuni si sono astenuti, altri hanno votato contro, come la Svezia e l’Olanda, altri - come la Francia - hanno votato a favore. Non sono sorpreso.

E della posizione assunta dall’Italia, che si è astenuta in mancanza di una posizione unitaria dell’Ue, che cosa pensa?

Credo che abbia agito in modo più saggio di quanto ha fatto la Francia, per esempio. Capisco che la maggioranza dei Paesi europei non vogliano apparire contrari all’idea della creazione di uno Stato palestinese; anche se la vera questione non riguarda l’esistenza di esso, ma il «come» questo debba avvenire. E infatti, chi ha votato contro o si è astenuto lo ha fatto persuaso che quella messa in atto è una misura problematica, che non contribuirà al processo di pace ma intensificherà le tensioni tra le parti.

Con questo indubbio risultato, i palestinesi raggiungono un importante traguardo strategico. Israele ha commesso degli errori?


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COMMENTI
01/11/2011 - Finanziamenti USA (Alberto Consorteria)

Se c'è una volontà di riconoscere lo Stato, come dice il giornalista, che problema c'è? Si dice: "riconoscimento attraverso i negoziati", ma in 60 anni di negoziatio Israele ha saputo solo costruire un muro e fare insediamenti illegali: di cosa stiamo parlando? Perché fidarci di negoziati israeliani e americani che non hanno saputo concludere un bel niente nella zona? Il taglio del Governo USA ai finanziamenti dell'UNESCO non è stato deciso come ripicca contro l'ammissione della Palestina, ma deriva da una legge contro il terrorismo del 1990 e del 1994, ai tempi dell'OLP bombarolo, che non è mai stata modificata da allora.