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REFERENDUM GRECIA/ Francia e Germania: faremo rispettare le decisioni dell’Ue

Pubblicazione:martedì 1 novembre 2011

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Il presidente francese Nikolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel, in un colloquio telefonico, a quanto hanno fatto sapere il rispettivi portavoce, si sono detti determinati a fare in modo che le decisioni assunte nel corso dell’ultimo vertice europeo diventino operative il più in fretta possibile. In particolare, quelle riguardanti l’euro e la crisi della Grecia. «Germania e Francia sono d'accordo affinché i partner europei garantiscano la piena implementazione delle decisione prese nel summit che oggi sono più necessarie che mai», ha dichiarato il portavoce di Angela Merkel, sottolineando come questo rappresenterà la base per tornare verosimilmente ad uno sviluppo sostenibile. I due capi di governo hanno fatto, inoltre, sapere che domani si incontreranno, nel corso del G20 di Cannes, con le istituzioni europee, con il Fondo monetario internazionale e con il governo greco. Quest’ultimo, con ogni probabilità, sarà pesantemente strigliato. Oggi, infatti, a sorpresa, ha preso un’iniziativa che a Francia e Germania non è andata giù. Il premier George Papandreu ha fatto sapere di aver intenzione di indire un referendum cui sottoporre ai cittadini l’accordo raggiunto in sede europea per salvare la Grecia. Il piano di salvataggio consiste in una serie di tranche in cui viene erogata liquidità al Paese per garantire alla pubblica amministrazione, almeno, il pagamento degli stipendi e delle pensioni. La volontà di dare piena e immediata attuazione alle disposizione stabilite in Europa è in riferimento principalmente proprio ad Atene. Il referendum sortirebbe come effetto la paralisi delle misure stabilite dopo faticose trattative la settimana scorsa. Si tratta di una mossa del premier per uscire da un impasse, anzitutto, personale. Il referendum, che dovrebbe tenersi nel 2012, non vuole tanto mettere in discussione l’efficacia del pacchetto di salvataggio quanto far si che la responsabilità delle misure lacrime e sangue varare in questi giorni, tra cui il taglio ai lavoratori del pubblico impiego e la diminuzione degli stipendi, non ricada interamente su di lui.


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