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Esteri

BLAIR/ L’ex premier: non sarà la politica a salvare l’Italia

Tony Blair (Imagoeconomica)Tony Blair (Imagoeconomica)

«Saranno necessarie delle riforme fiscali, del mercato del lavoro, questo è fuor di dubbio», ma è la prospettiva che conta, spiega Blair. «Oggi c’è contrapposizione tra una politica di breve termine e una politica di lungo termine. Il nostro tentativo dovrebbe essere quello di allineare queste due politiche». Qui Blair lancia un avvertimento allo Stato: «non può pensare di fare tutto», dice rispondendo ad una domanda sulla differenza tra la Big society di David Cameron, primo ministro, e la Good society di Ed Miliband, attualmente alla guida del Labour. «La disputa la lascio a loro e non entro nel merito» dice Blair senza rinunciare all’ironia, però il monito è chiaro. «Secondo me un governo non può fare tutto, è importante che stabilisca delle partnership col settore privato e con la società civile. Dal canto suo il terzo settore ha un grosso ruolo da svolgere, anche se non può pensare di sostituire il governo».

Tony Blair è stato invitato dall’Università Cattolica e dalla Fondazione per la Sussidiarietà a tenere un discorso su Religione in ambito pubblico, secolarismo o laicità? In una intervista pubblicata ieri su La Stampa, ha detto che «ovunque la libertà di religione non è rispettata, la dignità umana è travolta». È uno dei punti che stanno più a cuore all’ex premier: «Abbiamo parlato di crisi finanziaria e politica, ma se pensiamo alla prossima generazione dovremmo preoccuparci molto di più dei conflitti che scaturiscono non tanto dall’ideologia politica, quanto dall’ideologia culturale e religiosa. E non si può a mio avviso avere una vera democrazia senza che vi sia liberà religiosa, di espressione, di stampa, di voto: questo è indispensabile. È indispensabile arrivare a un mondo dove le persone di diverse fedi si rispettano, vivono insieme, coesistono. Questa è la sfida più grande che pone la globalizzazione. Il XX secolo è stato il secolo del conflitto politico, mentre il XXI sarà caratterizzato più dal conflitto ideologico e culturale, quello che riguarda la fede, la libertà religiosa e la protezione delle minoranze religiose».

La fede è un tema al quale Blair non si sottrae, anche se quando parla di sé è breve e riservato. «Le ragioni della mia conversione? Nella Chiesa mi sentivo a casa», dice. Ora la sfida è un’altra: il posto della fede nel dibattito pubblico. «Con la mia fondazione vogliamo presentare la fede come un aspetto del progresso». Lo ha ripetuto più tardi, nella sua conferenza pubblica: «La fede appartiene al mondo e il mondo ne ha bisogno».

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COMMENTI
11/11/2011 - blair (maria schepis)

Trovo confortante che un uomo che ha fatto politica attiva ad altissimo livello,dopo essersi ritirato usi il suo nome e il suo carisma per diffondere idee che ritengo indispensabili per un rinnovamento della politica:non solo conti e mercati ma nuove prospettive,questa è la sfida per il futuro.Non si può prescindere dalla natura umana e non si può prescindere dalla cultura e dalla religione di un popolo,se si saprà raddrizzare l'asticella,si potrà tentare il salto di qualità,una sorta di riscrittura della politica che riparta non da ideologie fuori dal tempo, ma da valori esistenti che aspettano di essere rivalutati,non potremo risolvere i forti squilibri economici esitenti nel mondo se non ci convinciamo che i bambini divorati dalle mosche,il cui sguardo addolorato va dritto al nostro cuore,è un bambino esattamente come i nostri,quelli amati e coccolati e quelli ahimè!vessati dall'abbrutimento.Bisogna ricostruire l'uomo e ripartire da capo,mi rendo conto che queste mie parole possano apparire cariche di retorica o/e di qualunquismo ma quelle che sembrano ovvietà a volte sono le cose più difficili da fare.Blair ha parlato di fede,io mi voglio fermare ad un principio più semplice :il rispetto dell'uomo,attendo un politico italiano che elenchi un programma di rinascita politica ed economica che abbia come valore di riferimento la dignità dell'uomo,avrà il mio voto e ,spero ,quello di tanti altri.