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Esteri

SIRIA/ Parsi: la Lega araba sfiducia Assad e prepara l'effetto-domino

Manifestazioni in Siria (Ansa)Manifestazioni in Siria (Ansa)

Si tratta di un processo politico che è in atto già da diversi mesi. E’ difficile prevedere le possibili conseguenze, ma l’ipotesi più probabile è che la Turchia in futuro eserciti un ruolo maggiore nell’intero Medio oriente. Più che altro però le eventuali conseguenze potrebbero prodursi dopo un’eventuale caduta del regime siriano di Bashar Assad. Un nuovo regime stringerebbe probabilmente accordi di alleanza o di maggiore vicinanza con la Turchia. Quindi in realtà la rottura della Turchia con la Siria è soltanto la rottura della Turchia con Assad, che durerà soltanto nella misura in cui resisterà il presidente siriano. Se ci fosse un cambiamento di regime, a quel punto la Turchia ritornerebbe nuovamente a essere un’alleata della Siria.

E un’eventuale caduta di Assad, quali effetti potrebbe produrre sui Paesi vicini?

Su questo occorre fare una premessa: Assad appartiene alla minoranza sciita degli alawiti, mentre la maggioranza dei siriani sono sunniti. Con ogni probabilità quindi, una caduta del regime siriano avrebbe conseguenze soprattutto sul Libano. Non dimentichiamoci del fatto che il regime sciita di Assad appoggia il governo libanese controllato dagli Hezbollah. Mentre la minoranza sunnita e una parte della cospicua minoranza cristiana in Libano sono contro l’attuale governo libanese. Se in Siria si dovesse pervenire a un crollo del regime di Assad, cui dovesse subentrare un regime sunnita, per il governo sciita insediatosi a Beirut si aprirebbero scenari di conflittualità interna potenzialmente molto elevati.

Contro la sospensione della Siria dalla Lega araba si sono espressi, oltre al Libano, anche Iraq e Yemen. Qual è il significato di questa opposizione?

Per quanto riguarda l’Iraq, credo che abbia un significato legato alla solidarietà sciita, e ai rapporti che legano sempre di più l’Iraq all’Iran. La spiegazione del voto dell’Iraq nella Lega araba è un chiaro sintomo di questi nuovi scenari geopolitici, che non dipendono quindi da una scelta legata a questo o a quel regime, ma innanzitutto a legami di ordine religioso. Per quanto riguarda lo Yemen, sappiamo che sta attraversando una fase di guerra civile e quindi teme di essere il prossimo Paese che sarà sospeso dalla Lega araba. Anche perché il regime di Sanaa non si è affatto astenuto, proprio come quello di Damasco, dall’ordinare all’esercito di sparare sulla folla.

Qual è il nuovo Medio oriente che sta emergendo, alla luce delle pressioni internazionali rivolte di recente a Siria, Iran e Israele?