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IRAN/ Biloslavo: l'atomica di Ahmadinejad può far esplodere tutto l'Occidente

Pubblicazione:mercoledì 16 novembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Per ora la vera battaglia è quella della propaganda, e a essa si aggiunge una guerra dei servizi segreti che è in corso da anni e che ha portato a omicidi, rapimenti e sparizioni di scienziati iraniani per mano dell’intelligence israeliano. L’ultima uccisione in ordine di tempo è quella di Hassan Moghadam, esperto missilistico iraniano, vittima dell’esplosione non certo casuale avvenuta sabato nella centrale nucleare di Bigdaneh.

 

Quando scatterà la “fase due”, con gli israeliani che attaccheranno l’Iran?

 

Avverrà nel momento in cui l’Iran dovesse dotarsi veramente della bomba atomica. Fino a quel momento Israele si guarderà dallo scatenare una guerra, perché sa che in quel caso le rappresaglie di Teheran sarebbero terribili e inevitabili.

 

Barack Obama ha dichiarato che sull’Iran “nessuna opzione” è esclusa, neppure un attacco militare. Fino a che punto parla sul serio?

 

Se pensiamo ai problemi economici che stanno attraversando gli Usa, ai vari fronti aperti come l’Iraq e l’Afghanistan e alle elezioni dell’anno prossimo, è evidente che Obama non vorrebbe affatto lanciarsi nell’avventura di un attacco all’Iran. Ma è anche vero, come dichiarato dal presidente Usa, che tutte le opzioni sono sul tavolo. Tutto dipende da quanto gli iraniani tireranno la corda: finché agiteranno soltanto lo spauracchio dell’atomica islamica non avverrà nulla, non appena metteranno in pratica il programma nucleare entreremo nella “fase due”, quella del conflitto. Per il momento siamo solo nella “fase uno”, che è comunque un gioco molto pericoloso sull’orlo del baratro. Nel momento in cui si inizia a lavorare al programma per l’uso militare del nucleare, è chiaro che la linea rossa del non ritorno può essere raggiunta da un momento all’altro, scatenando una guerra regionale di dimensioni gigantesche.

 

In caso di attacco, quale sarebbe la capacità di reazione militare di Teheran?

 

Innanzitutto, i contingenti occidentali in Afghanistan si trovano a un passo dall’Iran. La base italiana di Herat si trova solo a cento chilometri dal confine, e per Ahmadinejad colpirla sarebbe un tiro al piccione. Lo stesso potrebbe avvenire in Iraq, per non parlare della quinta flotta nel Golfo Persico e più in generale di tutta una serie di interessi Usa a portata di missile, o delle ambasciate dove potrebbero avvenire degli attentati. L’Iran inoltre può bloccare lo stretto di Hormuz e in questo modo strangolare l’intero Occidente, perché è da quel braccio di mare che passa gran parte del petrolio diretto verso Europa e Nord America.

 

Israele invece è al sicuro?


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