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ELEZIONI SPAGNA/ Dieci ragioni ("di sinistra") per archiviare l'era Zapatero

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José Luis Rodriguez Zapatero (Foto Ansa)  José Luis Rodriguez Zapatero (Foto Ansa)

Nelle liste dei Popolari per la Camera dei deputati ci sono politici disposti ad ascoltare e sostenere le opere che nascono dall’esperienza cristiana. Salvo alcune eccezioni, il Partito popolare è una formazione permeabile (quinta ragione). La libertà di educazione è ancora bassa in Spagna. Tutte le leggi vigenti sono state emanate da governi socialisti. Un governo del Partito popolare con un ampio sostegno potrebbe intraprendere una profonda riforma (sesta ragione).

In Spagna è necessario un profondo rinnovamento della cultura politica, specialmente a sinistra. La campagna di Rubalcaba ha dimostrato fino a che punto i socialisti sono rimasti fedeli alle loro vecchie convinzioni. La sinistra non compirà la sua grande catarsi finché non resterà con meno di 120 deputati. E questo è possibile se si concentra il voto in favore dei Popolari (settima ragione).

Il cambiamento di cui ha bisogno la società spagnola passa attraverso il superamento dell’idea che i servizi pubblici sono migliori e più equi quando sono gestiti direttamente dallo Stato. I Popolari non promuoveranno spontaneamente la sussidiarietà, ma saranno più disposti ad accettarla (ottava ragione).

Il Partito popolare non è un partito cattolico: non quello che è vogliamo. Ma non è anti-cattolico (nona ragione). Un Partito popolare forte sarebbe in condizioni migliori per affrontare la sfida dell’indipendenza che presto porranno i terroristi dell’Eta che oggi fanno politica (decima ragione).



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