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REFERENDUM GRECIA/ Giannakou: la roulette russa di un premier sull’orlo del suicidio

Scontri ad Atene Scontri ad Atene

Uscire dall’euro porterebbe automaticamente la Grecia al default e raddoppierebbe il nostro debito verso l’esterno. Non è quindi pensabile di abbandonare l’euro, vogliamo quindi restare nell’Eurozona anche perché riteniamo che, nonostante le attuali difficoltà, l’introduzione della moneta unica sia stata un successo.

 

Che cosa ne pensa della posizione della Germania, che sta cercando di imporre i suoi parametri a tutti i Paesi dell’Eurozona?

 

Giustamente il governo tedesco richiama al rispetto del patto di stabilità. Il problema è che i primi due Paesi a violarne le regole nel 2003 sono stati proprio la Germania e la Francia, e da quel momento anche gli altri governi europei si sono sentiti autorizzati a comportarsi allo stesso modo. Se noi abbiamo delle regole comuni, come il patto di stabilità, dobbiamo rispettarle. Il governo tedesco quindi, prima di chiedere agli altri Paesi un maggiore rigore, dovrebbe dare il buon esempio. E ricordarsi che la Grecia ha adottato un piano d’austerità, ma che non possiamo pensare di risolvere tutti i problemi dall’oggi al domani.

 

Quali sono le proposte di Nea Dimokratia per risollevare l’economia greca?

 

In Grecia abbiamo un tasso di disoccupazione molto elevato, e quindi abbiamo difficoltà a mantenere una previdenza sociale, a non far fallire le banche, a gestire l’economia del Paese. Insomma stiamo ripartendo da zero, ed è per questo che è importante riuscire a individuare dei programmi per la crescita di lungo periodo con l’obiettivo di creare nuovi posti di lavoro.

 

(Pietro Vernizzi)

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