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EGITTO/ Il giudice Mikawy: le violenze di piazza, colpa del "regime" di Mubarak

Pubblicazione:martedì 22 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 22 novembre 2011, 12.05

Piazza Tahrir a Il Cairo (Foto ANSA) Piazza Tahrir a Il Cairo (Foto ANSA)

Io sono fiducioso nel fatto che tutto avvenga in modo abbastanza trasparente. Purtroppo però sono moltissimi gli egiziani che hanno fatto sapere che non andranno a votare perché nel Paese  manca chiarezza nelle regole sulle operazioni elettorali. Chi andrà a votare quindi? La stragrande maggioranza delle persone legate ai partiti islamisti e al regime di Mubarak. Ma nonostante questo, io ritengo che sia importante andare a votare anche soltanto per ottenere la minoranza. 
Infatti, noi non sappiamo per quanti anni resterà in carica il futuro Parlamento: forse per un’ora, per un anno o per molti anni di seguito. Tutto dipenderà dal tempo che sarà impiegato a scrivere la nuova Costituzione. Quello che è certo però è che il nuovo Parlamento non potrà esprimere la fiducia al governo e, secondo quanto ha stabilito l’Esercito, non scriverà la Costituzione e non potrà eleggere la commissione che elaborerà la Carta fondamentale.

Quindi, chi scriverà la nuova Costituzione?

La nostra Costituzione provvisoria afferma che “dopo l’elezione del Parlamento, elaboreremo la Costituzione definitiva a partire dallo stesso Parlamento”. Ma l’interpretazione di questa norma non è chiara. Può significare che a scrivere la Costituzione saranno i membri del Parlamento, o che i deputati eleggeranno delle persone diverse da loro con questo compito, oppure che l’Esercito scriverà la Costituzione e il Parlamento si limiterà a svolgere un ruolo di osservatore.

(Pietro Vernizzi)



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