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IL CASO/ L’Europa riscopre l’impresa anti-crisi

La bandiera europea (Foto: IMAGOECONOMICA) La bandiera europea (Foto: IMAGOECONOMICA)

Quello tratteggiato a Bruxelles è un interessante piano d'azione, che fissa undici azioni specifiche (raggruppate in tre assi strategici), da realizzare a breve termine, finalizzate tanto alla creazione quanto allo sviluppo delle imprese sociali.

Per quanto riguarda il miglioramento dell'accesso delle imprese sociali ai finanziamenti si prevede: 1. l’elaborazione, entro la fine del 2011, di un quadro regolamentare europeo per i fondi di investimento solidale; 2. una spinta alla diffusione del microcredito in Europa, anche attraverso una semplificazione dei vincoli giuridici e istituzionali; 3. la creazione – a livello europeo – di uno strumento finanziario di 90 milioni di euro, per facilitare l'accesso ai finanziamenti; 4. l’introduzione delle imprese sociali tra le priorità per gli investimenti del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo (FSE). 

Per quanto attiene invece la necessità di migliorare la visibilità dell'imprenditoria sociale si procederà a: 5. elaborare, con le parti interessate, una mappa completa delle imprese sociali in Europa e soprattutto dei modelli e delle buone pratiche più rilevanti; 6. creare una banca dati pubblica dei marchi e delle certificazioni applicabili alle imprese sociali in Europa; 7. rafforzare le competenze delle amministrazioni nazionali e regionali perché predispongano (e armonizzino, aggiungiamo noi) misure di sostegno, promozione e finanziamento delle imprese sociali; 8. creare di canali di comunicazione e di scambio destinati agli imprenditori sociali, agli incubatori e ai cluster di imprese, nonché agli investitori sociali, anche per far meglio conoscere i vari programmi dell'UE di sostegno migliorare l'accessibilità agli aiuti. 

Non da ultimo, per quanto riguarda il miglioramento del contesto giuridico delle imprese sociali, la Commissione promuoverà: 9. la semplificazione del regolamento sullo statuto della società cooperativa europea, la predisposizione di un regolamento che istituisca uno statuto della fondazione europea ed anche lo studio sulla situazione delle mutue; 10. il potenziamento dei criteri di qualità e alle condizioni di lavoro nell'attribuzione degli appalti pubblici, soprattutto nel caso di servizi sociali e sanitari; 11. la (tanto necessaria) semplificazione delle norme di attribuzione degli aiuti pubblici a favore dei servizi sociali e locali.