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IL CASO/ L’Europa riscopre l’impresa anti-crisi

La risposta al bisogno di risanamento e rilancio delle economie e delle società europee passa, secondo la Commissione Europea anche dal sostegno alle PMI. Il commento di MICHELANGELO PENNA

La bandiera europea (Foto: IMAGOECONOMICA) La bandiera europea (Foto: IMAGOECONOMICA)

Mentre il Governo Monti otteneva in Parlamento la conferma del suo mandato per la definizione di un piano di risanamento e rilancio del sistema italiano, si è tenuto a Bruxelles un seminario di presentazione del programma che la Commissione Europea ha adottato per assicurare il necessario sostegno allo sviluppo dell'impresa sociale, riconosciuta fattore irrinunciabile di riposta al bisogno, di creazione di nuova occupazione, di ripresa economica e sociale.

Tutti i relatori, dal presidente Barroso al premio Nobel Yunus (famoso per le iniziative di microcredito a favore dei più poveri), dal Commissario al Mercato Interno Barnier, primo promotore dell’iniziativa, al direttore del Centro per l'imprenditorialità, le PMI e lo sviluppo locale dell’Ocse Sergio Arzeni, hanno convenuto sul fatto che le imprese sociali e, più in generale, l'economia sociale e solidale, svolgeranno un ruolo fondamentale per rafforzare la crescita, l'occupazione e la competitività, e al contempo fondare (ri-fondare?) una società più inclusiva. 

Il tutto nasce dal riconoscimento che l’impresa sociale, sebbene spesso molto piccola e operante solo a livello locale, possiede oggi un preziosissimo potenziale di crescita e di creazione di posti di lavoro che si assomma alla sua funzione irrinunciabile per l’inclusione e la coesione sociale. Le analisi elaborate dalla Commissione evidenziano che nell'UE l'economia sociale dà lavoro a più di 11 milioni di persone, pari al 6% dell'occupazione complessiva e che quasi il 25% delle nuove imprese create in Europa è un'impresa sociale. È interessante evidenziare, inoltre, che queste imprese sono spesso anche più produttive e competitive di quelle “tradizionali”, proprio in forza della loro natura che favorisce un coinvolgimento più responsabile e partecipativo dei lavoratori e quindi migliori condizioni di lavoro (vi si registrano molte meno assenze per malattia rispetto alla media!). 

L'iniziativa promossa dalla Commissione Europea è finalizzata pertanto a sostenere la creazione e lo sviluppo delle imprese sociali e ad agevolarne l'accesso ai finanziamenti; inoltre essa riconosce come indispensabile un adattamento del quadro giuridico di riferimento (normativa sugli appalti in primis, ma anche modelli di relazione con le istituzioni locali). Sono interventi necessari per sviluppare quella "economia sociale di mercato altamente competitiva" che è uno dei grandi obiettivi che l’UE si è data con la Strategia Europa 2020.