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EGITTO/ Habashy (scrittore): elezioni farsa, il futuro si decide in piazza Tahrir

Pubblicazione:lunedì 28 novembre 2011

Piazza Tahrir al Cairo Piazza Tahrir al Cairo

Quelli dei Fratelli musulmani e dei salafiti. Tanto è vero che questa settimana sono stati gli unici a non scendere nelle strade a protestare insieme ai giovani. Con la conseguenza che il consenso dei partiti islamici tra la gente si è quantomeno dimezzato: se si fosse votato sette giorni fa i Fratelli musulmani avrebbero preso il 30%, ora se va bene otterranno il 15%.

 

E’ elevato il rischio di brogli elettorali?

 

Sì. Lo stesso sistema elettorale adottato li favorisce in tutti i modi. L’Egitto sarà diviso in tre zone, e in ciascuna di esse si voterà in tre fasi differenti. E i regolamenti sono completamente diversi da provincia a provincia. Tutto è stato organizzato in modo così confuso, che gli stessi magistrati hanno sollevato forti perplessità. Ma il rischio brogli non è nemmeno l’ipotesi peggiore …

 

In che senso?

 

Nel senso che il periodo delle elezioni non sarà pacifico. Il rischio peggiore è quello di violenze nei giorni del voto, l’atmosfera che si respira in Egitto in questi giorni prelude infatti a questo. Già sabato ne abbiamo avuto un assaggio, con delle gang di carcerati evasi dalle galere che hanno attaccato le questure. Sono armati di pistole e rubano di tutto, dalle auto a ciò che si trova negli appartamenti, e sabato nel corso di una rissa tra gang sono rimaste ferite 87 persone. Non è un caso che avvenga proprio in questo momento. La polizia infatti conosce nomi e indirizzi di ciascuno di questi criminali, ma li lascia liberi perché vuole che la gente abbia paura.

 

Lei spera che domani gli egiziani vadano a votare o no?

 

Lo spero, ma la realtà è che la gente non riesce a capire che senso abbia votare per un Parlamento che non avrà i poteri di qualsiasi altro Parlamento nel mondo, neppure quello di votare la fiducia al governo. Figuriamoci criticare l’operato dell’Esercito …

 

Che cosa avverrà ora?


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