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SUORA AGGREDITA/ Burundi, l'operatrice Avsi: "L'ospedale attaccato era stimato in tutto il Paese"

Pubblicazione:lunedì 28 novembre 2011

Suor Carla, foto Avsi Suor Carla, foto Avsi

Missione di Kiremba, provincia di Ngozi, Burundi del Nord. Ieri sera verso le ore 21 un gruppo armato di guerriglieri ha fatto irruzione nella casa convento dove vivono alcune religiose che prestano il loro servizio nel vicino ospedale di Kiremba. Un episodio tragico, violento: i guerriglieri ammazzano una suora di nazionalità croata, suor Ludovica, ne rapiscono un'altra, suor Carla, originaria della provincia di Brescia insieme a un volontario della provincia di Verona, Francesco Bazzani. Le suore, che avevano appena finito di cenare prima dell'irruzione, erano rimaste senza luce e avevano chiesto aiuto a Francesco, economo della missione. A togliere la corrente erano stati gli assalitori: volevano tutti i soldi disponibili. Ma dopo aver ricevuto circa 4mila euro hanno rapito suor Carla e Francesco portandoli via con sé. Il fatto inquietante è che un'altra suora, Antonietta, si era offerta come ostaggio, ma i guerriglieri hanno insistito con suor Carla perché evidentemente la conoscevano. Poi, mentre fuggivano, sono stati raggiunti dalla polizia che ha aperto il fuoco. Francesco Bazzani è stato ucciso dai suoi rapitori a sangue freddo, suor Carla ferita a coltellate mentre cercava di sfuggire ai colpi di fucile. I rapitori, in tutto due, sono stati già arrestati dalle forze dell'ordine. Le ipotesi adesso sono diverse. Per la polizia una rapina a opera di delinquenti comuni, per altri una vendetta. Un operaio della missione era infatti stato licenziato qualche giorno fa e si pensa possa aver organizzato tutto per vendetta. IlSussidiario.net ha raggiunto telefonicamente Monica Treu, responsabile di AVSI in Burundi. Alcuni degli operatori Avsi infatti conoscevano personalmente sia suor Carla che Francesco Bazzani: "L'ospedale di Kiremba" ci ha detto "è conosciuto in tutto il Burundi. Si tratta di una autentica opera di eccellenza che dà aiuto a malati di ogni parte del Paese e dove lavora personale di altissimo livello". Secondo Monica Treu è questo il motivo per cui è stato scelto come obbiettivo, proprio per la sua fama.

Signora Treu, voi vi trovate nelle vicinanze del luogo colpito dall'attacco di ieri?
Noi ci troviamo con sede nella capitale Bujumbura, a circa duecento chilometri dalla zona in cui è avvenuto l'attacco, ma abbiamo opere di sostegno attive anche nelle province dove è avvenuto l'episodio. Abbiamo dei volontari al lavoro nelle province di Ngozi e Kaianza, che si trovano nella parte settentrionale del Paese.
Di cosa si occupano i vostri volontari?
Dal 2006 abbiamo iniziato in queste province un progetto di sostegno a distanza di mille bambini cosiddetti vulnerabili. Attualmente abbiamo in corso dei progetti agricoli e anche educativi per il supporto di queste famiglie che mirano a migliorare le condizioni di vita delle famiglie stesse e prima di tutto dei bambini assicurando il sostegno a livello scolastico anche sanitario. Si tratta di un progetto finanziato dalla Unione europea  anche per i genitori che si impegnano attività agricole e attività comunque generatrici di reddito.
In quanti siete voi operatori dell'Avsi residenti in Burundi?
Siamo sei italiani, tre persone che risiedono nella provincia di Ngozi e altre tre qui a Bujumbura tra cui una famiglia con un bambino.
Avevate contatti con l'ospedale attaccato, con le due persone rapite?
Alcuni nostri operatori conoscevano molto bene il lavoro dei medici dell'ospedale di Kiremba e avevano contatti frequenti con il personale. Personalmente non conoscevo la suora e il volontario rapiti, ma una nostra famiglia residente in zona conosceva molto bene suor Carla e Francesco. Dai loro racconti traspare che erano persone eccezionali che erano qui in Burundi per il bene dei bambini e delle persone che vanno in ospedale con gravi problemi di salute.
Ci sono stati episodi analoghi a quello di ieri sera di recente, voi avete avuto qualche tipo di problema?
Il personale locale e italiano che lavora per Avsi non ha avuto problemi, ma sicuramente la zona a nord del Paese, dove si trova la missione di Kirembi, la regione dei Grandi Laghi, è un territorio estremamente turbolenta con molti episodi di violenza. E' una regione affetta da una crisi che dura da tempo.


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