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IL CASO/ Multati per aver detto Messa in una sala presa in affitto

Un gruppo di cattolici che aveva regolarmente preso in affitto una sala di proprietà del comune di Montreal, è stata multata per averla utilizzata per celebrare una messa

La città di Montreal La città di Montreal

Multati per aver detto messa in una sala regolarmente presa in affitto. E' successo a un gruppo di cattolici appartenenti all'associazione non profit En Route Foundation di Montreal, nel Canada: la sala affittata è infatti risultata di proprietà del comune che vieta l'utilizzo dei propri edifici per pratiche religiose. L'episodio risale a due anni fa, anche se  la multa di 144 dollari è arrivata solo adesso. Il gruppo di cattolici però non ha intenzione di accettare la multa e ha deciso di fare ricorso tramite l'avvocato della persona che aveva preso in affitto la sala, la signora Paula Celani. E' intervenuto nel caso anche John Zucchi, professore di storia all'università McGill, intervistato dal quotidiano National Post che per primo ha riportato la notizia, presidente dell'associazione non profit che organizzò l'evento incriminato. Per Zucchi, il caso in questione è la dimostrazione di un concetto di una idea di secolarismo andata oltre misura. Recentemente lo Stato del Quebec, dove si trova la città di Montreal, ha inasprito la legislatura relativa le fedi religiose. Il partito di opposizione, ad esempio, Parti  Québécois, ha proposto una legge che proibisca di ostentare simboli religiosi a tutti i dipendenti statali. Da canto suo, il partito al governo, quello liberale, ha introdotto una legge perché tutti coloro che lavorano per lo stato o che facciano uso di servizi pubblici non possano indossare il velo, ovviamente riferendosi alle donne di fede islamica. John Zucchi, intervenendo sul caso della multa per la sala presa in affitto, ha aggiunto che c'è qualcosa di evidentemente sbagliato quando si affitta uno spazio per uso privato e non si è liberi di fare quello che si desidera fare in detto spazio. E' una idea che ha preso piede in Quebec e su cui noi ci opponiamo. La signora Celani ha ricevuto anche alcune e-mail da parte di impiegati comunali che la avvertivano che secondo loro qualcosa di non regolare si era tenuto nella sala presa in affitto. Sono intervenuti alcuni testimoni che hanno dichiarato come nella sala si sia tenuto un evento religioso: una messa, un pranzo comune e canti dal contenuto religioso. I testimoni hanno fatto presente che attività religiose in edifici municipali sono proibite dalla legge. Quando la signora Celani ha ricevuto la multa in questione, ha pensato inizialmente trattarsi di una multa per sosta vietata. Adesso il caso è passato in mano al suo legale. Tra le argomentazioni che si intendono portare, la protezione garantita dalla Carta dei diritti e delle Libertà che garantisce la libertà religiosa. La libertà di religione include quella di praticarla apertamente, ha detto il legale. Per quanto siano prevedibili delle restrizioni nel caso in questione, ha aggiunto, vogliamo discutere il fatto che si sono superati i limiti.