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TUNISIA/ Sbai: quella finta "rivoluzione" che inganna l'occidente

Pubblicazione:giovedì 3 novembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Chi sostiene e foraggia questo domino geopolitico criminale? Semplice, proprio colei che finora è rimasto dietro le quinte: l’Arabia Saudita, vero leader indiscusso della sharia mondiale che si mescola oggi con gli affari e le bramosie geopolitiche occidentali. Proprio quell’Arabia Saudita che oggi tratta, non si sa a quale titolo, il rientro di Saif al Islam in patria. Soldi e conquista territoriale: ecco il binomio che gli sauditi hanno in mente e con il quale dirigono le rivolte come un abile burattinaio. È questo filo che lega e tesse la tela della conquista dell’Occidente, vera e propria preda ambita dall’estremismo. Non lasciamoci ingannare, il Nordafrica e il Medio oriente sono solo le sponde attraverso le quali cingere d’assedio l’Europa: a nessuno è venuto in mente che oltrepassata la Siria, che oggi paradossalmente vedo come ultimo baluardo, c’è il passaggio diretto per il Caucaso, laddove aspettano il ricongiungimento i terroristi iraniani, ceceni e chi più ne ha più ne metta? 

Ecco il quadro che abbiamo davanti, altro che prova della democrazia superata. Siamo di fronte ai prodromi dello scontro sociale e di civiltà, che non avverrà in guerra, ma nelle istituzioni, nelle aule di tribunale e dovunque l’estremismo potrà aver voce in capitolo su questioni vitali. Allora sì che qualcuno vedrà il pericolo all’uscio di casa e allora, forse, smetterà di ridere. 



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