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IRAN/ Parsi: Obama non ha la forza di impedire un attacco a Israele

Pubblicazione:lunedì 7 novembre 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 7 novembre 2011, 12.38

Mahmud Ahmadinejad, presidente dell'Iran (Ansa) Mahmud Ahmadinejad, presidente dell'Iran (Ansa)

Tutto quindi dipenderà dal rapporto che l’Aiea renderà pubblico settimana prossima. Sarebbe nella zona militare di Parchin, a 30 chilometri da Teheran, che gli iraniani hanno sviluppato maggiormente la loro tecnologia nucleare mirata alla costruzione di armi nucleari. Gli iraniani avrebbero negato l’accesso nella base di Parchin agli ispettori dell’Aiea. Adesso, nel rapporto ci dovrebbero essere spiegazioni di tutto, con un’appendice di dodici cartelle, che confermerebbe, anche attraverso foto satellitari, l’installazioni di siti nucleari militari, cioè armi atomiche, non laboratori di energia nucleare da “vendere sul mercato internazionale” come sostiene Teheran.

Tuttavia, tutto questo, tutte le dichiarazioni, sia israeliane sia iraniane, fa ancora parte di una diplomazia aggressiva, non di una concitazione pre-militare. Anche il fatto che numerosi ministri israeliani, da sempre contrari a un attacco all’Iran, abbiano al momento cambiato posizione, non sposta i termini della questione attuale. Ci si trova nel bel mezzo di un gioco diplomatico “molto duro”. Con Israele che tiene alta la guardia e non si tira indietro di fronte a una minaccia nucleare nel Medio oriente. Dall’altra parte c’è l’Iran, che da tempo sembra uscito dalla scena e che ha desiderio di ritornarci, magari alzando il livello d’attenzione anche sulla lunghissima questione delle sue basi nucleari.

Una chiarificazione su tutta questa vicenda, che indubbiamente può mettere i brividi, si potrà avere solo settimana prossima, quando il rapporto dell’Aiea sarà pubblicato e discusso.



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