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Esteri

IL CASO/ La storia di Patrick e Susan: se l'Aids si combatte con un incontro

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Questa componente si sposa perfettamente con il metodo di AVSI , che si caratterizza con l’impegno per un’attiva e positiva partecipazione dei malati di AIDS nelle attività e nel coinvolgimento della comunità.

La strategia di PMTCT nazionale pone come target che in tutti i centri sanitari la percentuale di partner maschili coinvolti nel programma raggiungesse il 25% entro il 2010. Nei siti PMTCT sostenuti da AVSI , si è passati da 296 uomini che hanno accettato di testarsi durante i corsi pre-parto delle proprie mogli nel 2002, a 12.181 nel 2011, per un totale di 43.441. Interventi mirati come i Gruppi di Sostegno alla Famiglia, sessioni di sensibilizzazione specifica per il pubblico maschile, la creazione di spazi ad hoc per gli uomini nelle cliniche pre-parto, e la consulenza in coppia, oltre alla maggiore accettazione sociale di sottoporsi al test dell’HIV , hanno fortemente contribuito a questo aumento. 

Ed è con partner anche come il Meeting Point che Avsi affronta la sfida dell’AIDS secondo un approccio olistico. Il virus rappresenta in molti casi un «entry point» per un supporto integrato al malato, alla sua famiglia e alla comunità. Con questo metodo si svolgono da anni le attività nel campo della prevenzione, dell’assistenza e della cura delle persone, portando aiuto ai casi più isolati e trascurati. L’assistenza a domicilio dei malati, infatti, è stata la prima risposta. Una risposta che ha coinvolto immediatamente anche i figli di queste persone: gli orfani che sono seguiti uno ad uno grazie anche al sostegno a distanza.

In dieci anni di implementazione del programma, grazie ad AVSI, 197.343 madri in Uganda hanno usufruito dei servizi sanitari pre-natali. Di queste, 187.002, circa il 94%, ha accettato di sottoporsi al test dell’HIV. Delle madri risultate positive al test dell’HIV, circa il 60% ha usufruito direttamente dei servizi di PMTCT che, oltre alla componente medica, includono attività per lo sviluppo economico e sociale dei beneficiari.

L’AIDS non può essere considerata alla stregua di molte altre epidemie, in quanto coinvolge gli aspetti principali dell’esistenza: la salute, le relazioni, l’amore, la sessualità, la famiglia, la generazione, la morte. L’AIDS  “esige certamente una risposta medica e farmaceutica. E tuttavia questa è insufficiente poiché il problema è più profondo.” (Benedetto XVI, AFRICAE MUNUS, n. 72). Affrontare l’AIDS implica una visione della persona e della vita, ovvero, con parole del Papa, “un’antropologia ancorata al diritto naturale”.