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IRAN/ L'Italia potrebbe chiudere la sua ambasciata a Teheran

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Crisi delle ambasciate: dopo la chiusura di quelle inglese e norvegese in seguito al violento assalto alla sede diplomatica di Londra, anche l'Italia valuta di fare altrettanto. Il ministro degli esteri Giulio Terzi infatti ha già dato disposizione di convocare quanto prima il nostro ambasciatore in Iran mentre l’ incaricato d’ affari della Repubblica Islamica dell’ Iran a Roma, Mehdi Akouchekian, è stato convocato  alla Farnesina.  In una nota ufficiale, il ministero degli esteri ha comunicato i contenuti dell'incontro. L'Italia ha espresso la fermissima condanna dell'assalto alla sede diplomatica inglese, definita gravissima e intollerabile. L'Italia esprime solidarietà al Regno Unito, così come hanno già fatto il Presidente del consiglio di sicurezza delle Nazioni Uniti e l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri. L'Italia quindi si riserva il modo di reagire per evitare altri episodi del genere. Il ministero degli esteri ha poi chiesto di venir informato nei dettagli su quanto accaduto e di averne le spiegazioni: "L’ Italia si attende  dall’ Iran garanzie assolutamente ferme e chiare sul rispetto dei fondamentali principi di inviolabilità delle persone e delle rappresentanze diplomatico-consolari sanciti dal diritto internazionale, in particolare dalle Convenzioni di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche e del 1963 sulle relazioni consolari" si legge nel comunicato della Farnesina. Il nostro Paese intende anche sapere quali misure di sicurezza siano state disposte per assicurare il funzionamento delle varie sedi diplomatiche presenti nella capitale iraniana. L'incaricato d'affari iraniano ha da parte sua condannato l'assalto alla sede diplomatica inglese, definito inaccettabile. Ha promesso che nei confronti dei manifestanti autori dell'episodio verranno adottate misure urgenti e necessarie. Garantite, infine, le misure di sicurezza e di protezione nei confronti della nostra ambasciata. Il nostro Paese ha forti attività commerciali in Iran, specialmente in campo petrolifero dove operano grandi imprese come l'Eni.



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