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Esteri

ISLAM/ La preghiera in classe? Una rivendicazione politico-culturale in un territorio "estraneo"

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Il ragionamento è semplice, e sgombra il campo da equivoci sull’ipotesi di discriminazione religiosa: «Tali pratiche, non a caso si sono sviluppate in contesti geografici  in cui c’era un rapporto immediato tra cultura, territorio, popolazione, storia e memoria. Nel momento in cui sono paracadutate altrove, queste usanze, per quanto legittime, devono interfacciarsi in un contesto che non è il loro». Non è una questione di discriminazione religiosa, anche per un altro ovvio motivo. «La libertà, in tal senso, fa parte dei cromosomi dell’Occidente. I problemi, caso mai, si sono sempre in altri paesi…»

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COMMENTI
03/12/2011 - Un po' stupita (ila bas)

La lettura congiunta di questo articolo e di quello che tratta argomento simile per l'università mi sembra che porti a un brutto controsenso: il ragazzo non può pregare nel corridoio della scuola perché urterebbe i compagni; mi sembra comprensibile, quindi la soluzione potrebbe essere indicargli un'aula in cui, ad esempio a ricreazione o prima/dopo la campanella, possa farlo; ma questo non è possibile, si dice (anche se ci spostiamo geograficamente e come ordine di studi), perché l'islam non è riconosciuto e quindi non può avere uno spazio di espressione pubblica nelle nostre scuole/università. Scusate, ma questo nella concretezza si traduce in: sei musulmano, prega a casa tua. Non avevamo sempre detto che la religione, qualunque religione, non può essere ridotta a mero fatto privato, ma ha pieno diritto di cittadinanza sociale, in quanto espressione di una dimensione fondamentale dell'essere umano?! Quando al liceo ero solita trovarmi in un aula con alcuni amici per una preghiera prima delle lezioni, i compagni più "laicisti" ci ostacolavano, fino a inscenare picchetti e manifestazioni contro di noi, in nome della laicità della scuola pubblica compromessa dalle nostre "abitudini religiose", che avremmo dovuto relegare in chiese e cappelle. Ne devo dedurre, a distanza di molti anni, che avevano ragione loro?