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CLIMA/ Svolta epocale a Durban. Dal 2015 un accordo globale che va oltre il Protocollo di Kyoto

Pubblicazione:domenica 11 dicembre 2011

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

L’approvazione dell’accordo di Durban è avvenuto poco prima delle 5:00 del mattino ora locale (le 4:00 in Italia), dopo oltre dodici giorni di trattative. Il summit era infatti iniziato il 28 novembre e doveva concludersi venerdì 9 dicembre. Tuttavia, era emersa la volontà, dichiarata dalla presidenza sudafricana della Conferenza Onu, di procedere a oltranza per uscire da Durban con l'approvazione dei documenti.



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COMMENTI
07/01/2012 - Il successo dell'On.le Elisabetta Gardini a Durban (Vittorio Brambilla di Civesio)

Un grazie all'impegno dell'On.le Elisabetta Gardini membro della Commissione Ambiente UE che ha partecipato alla Conferenza sul Clima a Durban (Sudafrica)! Il successo dell'accordo sulla roadmap ha una dimensione globale in quanto dal 2015 coinvolgerà tutti i paesi nella lotta al cambiamento climatico! La UE ha messo a disposizione 11 miliardi di Euro di fondi strutturali, principalmente per gli investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili. E' auspicabile che in Italia i Ministri Passera e Clini (sull'esempio della vicina Svizzera), attraverso un nuovo piano energetico nazionale diversifichino la produzione di energia, potenziando il più possibile l'energia idroelettrica (che in Svizzera copre il 56% del fabbisogno di energia mediante bacini idroelettrici, centrali ad acqua fluente che sfruttano i fiumi). Il governo svizzero abbandonerà entro il 2034 l'energia nucleare, puntando su un maggiore risparmio energetico, sul potenziamento dell'energia idroelettrica e in secondo piano su altre energie rinnovabili. Anche in Italia occorre privilegiare sia il risparmio energetico degli edifici (avvalendoci di nuove tipologie costruttive da rendere obbligatorie) sia un deciso potenziamento dell'energia idroelettrica (mediante la realizzazione di nuove infrastrutture). In seconda battuta occorre considerare anche l'energia solare, eolica, geotermica e da biomasse, che però hanno un maggiore impatto ambientale e un rendimento minore rispetto agli investimenti effettuati.