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CLIMA/ Svolta epocale a Durban. Dal 2015 un accordo globale che va oltre il Protocollo di Kyoto

Un accordo storico, anche se i suoi effetti non si vedranno da subito, è stato raggiunto nella notte alla 17a Conferenza mondiale sul clima che si è svolta in Sudafrica a Durban

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Un accordo storico, anche se i suoi effetti non si vedranno da subito, è stato raggiunto nella notte alla 17a Conferenza mondiale sul clima che si è svolta in Sudafrica a Durban. In sostanza, da qui al 2015 un gruppo di lavoro preparerà la definizione di un accordo globale che dovrà poi entrare in vigore a partire dal 2020. Nel frattempo, dopo il 2012, l’Europa e pochi altri paesi industrializzati, adotteranno il “Kyoto 2”, destinato a sostituire il Protocollo di Kyoto e che propone di limitare progressivamente le emissioni di gas serra in attesa dell’accordo globale del 2020. Un impegno importante a cui però Giappone, Russia e Canada hanno da tempo detto no.

L’accordo di Durban prevede anche l’utilizzo di un “fondo verde” da 100 miliardi di dollari per sostenere i paesi in via di sviluppo nel cercare di intraprendere azioni per limitare il riscaldamento globale. Sarà infatti importante riuscire a diminuire l’emissione di gas serra di nazioni come Cina,in India e Brasile che stanno conoscendo tassi di sviluppo e crescita notevoli, che certamente hanno un forte impatto sull’ambiente, considerando che spesso mancano di tecnologie “verdi”.

Per l’Italia inizia quindi una nuova fase di impegno. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha spiegato che il nostro Paese darà seguito all’accordo di Durban nelle politiche nazionali, oltre che nelle azioni europee e di partenariato con paesi quali Brasile, Cina, India e lo stesso Sudafrica. In particolare, secondo Clini, l’accordo supera i limiti del Protocollo di Kyoto e ha una dimensione globale. Il ministro si è anche impegnato a presentare entro il 15 gennaio una revisione del piano nazionale di riduzione delle emissioni (che risale al 2002) in modo che si adatti all’accordo raggiunto. Clini ha anche spiegato che l’Italia spingerà per far approvare direttive europee che agevolino anche fiscalmente le tecnologie energetiche a basso contenuto di carbonio. Sul fronte del partenariato, tra gennaio e marzo il ministro ha in programma due missioni in Brasile e in Cina per rafforzare la cooperazione già in corso. E sempre in marzo Clini incontrerà a Roma il ministro dell'Ambiente del Sudafrica, Edna Molewa.


COMMENTI
07/01/2012 - Il successo dell'On.le Elisabetta Gardini a Durban (Vittorio Brambilla di Civesio)

Un grazie all'impegno dell'On.le Elisabetta Gardini membro della Commissione Ambiente UE che ha partecipato alla Conferenza sul Clima a Durban (Sudafrica)! Il successo dell'accordo sulla roadmap ha una dimensione globale in quanto dal 2015 coinvolgerà tutti i paesi nella lotta al cambiamento climatico! La UE ha messo a disposizione 11 miliardi di Euro di fondi strutturali, principalmente per gli investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili. E' auspicabile che in Italia i Ministri Passera e Clini (sull'esempio della vicina Svizzera), attraverso un nuovo piano energetico nazionale diversifichino la produzione di energia, potenziando il più possibile l'energia idroelettrica (che in Svizzera copre il 56% del fabbisogno di energia mediante bacini idroelettrici, centrali ad acqua fluente che sfruttano i fiumi). Il governo svizzero abbandonerà entro il 2034 l'energia nucleare, puntando su un maggiore risparmio energetico, sul potenziamento dell'energia idroelettrica e in secondo piano su altre energie rinnovabili. Anche in Italia occorre privilegiare sia il risparmio energetico degli edifici (avvalendoci di nuove tipologie costruttive da rendere obbligatorie) sia un deciso potenziamento dell'energia idroelettrica (mediante la realizzazione di nuove infrastrutture). In seconda battuta occorre considerare anche l'energia solare, eolica, geotermica e da biomasse, che però hanno un maggiore impatto ambientale e un rendimento minore rispetto agli investimenti effettuati.