BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

SIRIA/ Wazne (politologo): gli Usa vogliono un nuovo Afghanistan

Foto AnsaFoto Ansa

No, ritengo che si suddividano in due tipologie. Alcuni sono persone sincere che protestano perché vogliono che il governo promuova delle riforme. Il presidente siriano però si è detto disponibile a farle, anche se le riforme richiedono tempo. Inoltre tra i ribelli ci sono degli elementi legati al terrorismo, che stanno lavorando per destabilizzare la Siria. Non a caso i manifestanti stanno uccidendo le persone, distruggendo le infrastrutture nazionali e invitando le potenze straniere a invadere il Paese.

 

Che cosa accadrà in Siria se Assad dovesse cadere?

 

Assisteremmo al montare dello stesso odio settario che abbiamo visto in Iraq. Anche se è ancora più probabile che, nel momento in cui non vi sarà più nulla a contenere la guerra su base religiosa, si verifichi una situazione molto simile a quella dell’Afghanistan. Cioè a una crescita del fanatismo fondamentalista e di Al Qaeda, che sono un elemento presente in Siria dove attualmente si contrappongono al regime. Un pericolo non solo per la Siria e per i loro vicini, ma per l’intero Medio Oriente e soprattutto per gli Stati Uniti e tutto l’Occidente. I piani americani sono di corto respiro, negli anni ’80 hanno trattato con i mujaheddin afghani, i veri artefici del ritorno di fiamma di Al Qaeda e dei talebani, che dopo essere stati alleati degli Usa gli si sono rivoltati contro.

 

Esiste però una differenza tra questi Paesi: Iraq e Afghanistan hanno subito un’invasione, mentre in Siria a protestare sono gli stessi siriani …