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Esteri

SIRIA/ Wazne (politologo): gli Usa vogliono un nuovo Afghanistan

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In realtà la vera differenza è che l’Iraq aveva invaso il Kuwait, la Siria invece non ha attaccato nessuno. La comunità internazionale inoltre, attraverso gli Usa e i governi occidentali, si sta dando molto da fare per contrastare la Siria, imponendole delle sanzioni. E questo non è certo un bene per la regione. Oggi l’America ha imparato dai suoi stessi errori commessi in Iraq, e non può permettersi un’altra invasione di quelle proporzioni. Washington di fatto non ha ottenuto nulla dispiegando milioni di soldati in Medio Oriente. Un attacco militare in Siria oggi trascinerebbe l’intera area in uno stato di calamità. Non dimentichiamoci che l’Iran controlla lo stretto di Hormuz da cui passa tutto il petrolio che transita dal Medio Oriente.

 

Se Assad non ha nulla da nascondere, perché non lascia entrare gli osservatori Onu?

 

L’Onu in passato non si è comportato in modo leale. Prima dell’invasione Usa in Iraq, Colin Powell affermò che Saddam Hussein aveva delle armi di distruzione di massa, solo per lanciarsi in una guerra al termine della quale abbiamo scoperto che tutto questo non era vero. Tanto che lo stesso Colin Powell si è scusato di fronte al mondo.

 

Se Assad cadesse, quali sarebbero le conseguenze per i cristiani siriani?

 

La minoranza cristiana in Siria sarà devastata. Gli islamisti siriani infatti non hanno alcun rispetto per i seguaci di Cristo, e si ripeterebbero quindi gli stessi fatti che si sono verificati in Iraq: i cristiani sarebbero presi di mira ed emarginati.

 

Perché ne è così sicuro?