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Esteri

SIRIA/ Wazne (politologo): gli Usa vogliono un nuovo Afghanistan

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Dobbiamo ricordarci che la minoranza cristiana ha ancora una posizione di primo piano nel governo di Assad, e se quest’ultimo dovesse cadere scatterà la vendetta contro di loro. La voce dei cristiani in Siria è infatti ancora molto esitante nei confronti di un eventuale cambio di regime, perché avvertono che appena Assad cadrà diventeranno subito un bersaglio. Per loro è una situazione davvero spaventosa. Abbiamo visto del resto quanto è avvenuto in Egitto, dove i partiti islamici si sono affermati nel primo livello delle elezioni, e prima ancora in Iraq.

 

Hezbollah, sostenuto dal regime siriano, è altrettanto aggressivo nei confronti dei cristiani libanesi. Anche Assad quindi promuove l’odio settario …

 

No, non penso che sia così: Hezbollah ha trattato molto bene i cristiani libanesi. Attualmente il movimento sciita ha una posizione dominante nel potere nazionale, e tuttavia i cristiani continuano ad avere il controllo di una parte significativa del governo. La maggior parte delle posizioni principali all’interno dell’esecutivo sono infatti in mano ai cristiani libanesi: questi ultimi quindi non si sentono minacciati da Hezbollah. Qualcuno di loro può avere avuto qualche problema con il movimento sciita, ma se guardiamo bene come stanno le cose, i cristiani continuano ad avere una posizione di superiorità in Libano. Il presidente del Libano, Michel Suleiman, è un cristiano maronita, come lo sono il capo dell’Esercito e il governatore della Banca Centrale. Quindi i cristiani in Libano hanno ancora il potere nelle loro mani.

 

(Pietro Vernizzi)

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