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Esteri

STRAGE LIEGI/ Il giornalista belga: è una tragedia senza un perché

Liegi dopo l'attentato (RTBF)Liegi dopo l'attentato (RTBF)

Sembra che non fosse coinvolto in nessun gruppo di questo tipo, almeno stando a quello che la procura ha dichiarato finora.

In passato le forze dell’ordine in Belgio hanno fatto emergere l’esistenza di cellule islamiche nel Paese?

Al momento non c’è alcun motivo per collegare quanto avvenuto ieri con qualsiasi altro evento terroristico, né di matrice islamica né di qualsiasi altro tipo. Non abbiamo alcun indizio che vada in quella direzione.

Quali sono state le prime dichiarazioni del re del Belgio e degli altri politici più in vista nel Paese?

Il primo ministro, Elio Di Rupo, e il ministro degli Interni, Joelle Milquet, si sono recati direttamente sul posto per visitare i feriti, incontrarsi con le forze di polizia e con tutti i comuni cittadini di Liegi. Il re Alberto II e la regina Paola Ruffo di Calabria anche loro si sono recati nella cittadina colpita dall’attentato. Diversi altri politici del Paese lo faranno nei prossimi giorni per dimostrare la loro solidarietà, specialmente nei confronti di chi ha riportato lesioni in questi tragici eventi.

Il re ha intenzione di indire una giornata di lutto nazionale?

Non credo, al momento comunque il capo dello Stato non ha ancora formulato questa ipotesi.

Quanto avvenuto ieri ricorda alcune stragi avvenute in passato negli Stati Uniti, dove le armi sono molto più diffuse che in Europa. Le leggi del Belgio consentono alle persone di acquistare liberamente fucili e pistole senza la necessità di particolari autorizzazioni?