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STRAGE LIEGI/ Il giornalista belga: è una tragedia senza un perché

Liegi dopo l'attentato (RTBF) Liegi dopo l'attentato (RTBF)

No, le regole sulla detenzione di armi in Belgio sono molto severe. E’ necessario ottenere un permesso per acquistare una pistola o un fucile, anche se si tratta di modelli da caccia e non da difesa personale. Ogni arma deve essere registrata in commissariato. E quindi il fatto di circolare con il tipo di armi che sono state utilizzate ieri, addirittura un kalashnikov e delle bombe a mano, è già di per sé un motivo sufficiente per andare incontro a problemi con la giustizia. Non a caso Amrani era già stato condannato per detenzione di armi.

Nella storia del Belgio vi sono mai stati degli altri attentati di questo tipo?

Non è mai avvenuto nulla di queste proporzioni, con qualcuno che si è messo a sparare su delle persone innocenti che passavano per strada. L’unico episodio in qualche modo ricollegabile sono i fatti di Antwerp, nel 2002, quando Mohamed Achrak, un professore di origini marocchine, fu assassinato da un folle per motivazioni razziali. L’assassino in quel caso fu arrestato sul posto. Ma attentati di questo tipo per fortuna non avvengono tutti gli anni.

 

(Pietro Vernizzi)

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