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TERRA SANTA/ La "follia" (voluta) di quegli insediamenti che bloccano la pace

Gli insediamenti israeliani in Palestina sono tutti illegali, afferma ROBI RONZA: solo il loro ritiro può aprire prospettive di pace per il conflitto israelo-palestinese

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Al di là sia delle radici storiche del loro conflitto che di ogni motivo contingente di frizione, uno dei macigni che sbarrano la strada verso una soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese è quello delle colonie o insediamenti ebraici nei territori che rientrano nella competenza dell’Autorità Palestinese.

Mentre tale questione viene per lo più lasciata nell’ombra, o ridotta al dibattito tra gli insediamenti presunti legali e quelli presunti illegali, proprio nella prospettiva di una soluzione pacifica e feconda del conflitto essa deve invece venire portata alla ribalta e affrontata con la massima chiarezza. Anche a prescindere dai motivi di attrito immediato - che vanno da problemi legati alla captazione dell’acqua, all’apertura di strade a loro esclusivo servizio tracciate attraverso le campagne con tutti gli espropri e con tutto il conseguente sconvolgimento delle campagne dei  Territori - la loro presenza è di per sé fonte di tensione essendo segno dell’attuale o futura pretesa di Israele di annettersi la porzione di territorio palestinese ove essi sorgono. 

Quand’anche qualcuno non l’avesse capito, il che sembra francamente impossibile, a rendere chiara la cosa ci pensano i loro abitanti i quali (salvo alcune eccezioni cui accenneremo più avanti) sono di regola degli estremisti che abitano e presidiano gli insediamenti intendendoli apertamente come avamposti di una futura conquista.

Occorre in primo luogo precisare che è un falso problema quello della distinzione tra insediamenti definiti legali perché autorizzati e voluti dalle autorità israeliane, e insediamenti definiti illegali perché non autorizzati e non voluti. Gli insediamenti sono tutti illegali. A norma infatti del diritto internazionale una potenza occupante non può insediare colonie di propri cittadini in un territorio occupato. Non è cortese ricordare agli israeliani che nemmeno la Germania nazista osò farlo nei Paesi europei che aveva invaso; neanche in regioni storicamente di cultura tedesca come l’Alsazia in Francia e i Sudeti  nell’allora Cecoslovacchia. Non è cortese, ma è così significativo che non lo si può tacere.


COMMENTI
16/12/2011 - realismo (francesco taddei)

Inutile sperare nelle relazioni estere dell'Italia. Dalla fine della seconda guerra mondiale l'Italia ha perso l'autonomia, da dopo tangentopoli l'Italia ha perso la capacità propositiva. E queste due cose non le riacquisterà mai più. E poi non mi sembra che agli italiani interessi tanto. In terra santa forse l'unica soluzione sarebbe barattare lo smantellamento delle colonie con la rinuncia al rientro dei profughi.