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LIBIA/ Il trattato con l’Italia, una vittoria del Colonnello Gheddafi

Pubblicazione:venerdì 16 dicembre 2011

Muammar Gheddafi Muammar Gheddafi

Il punto non è questo, aspettare era inutile. La questione è che la riattivazione dell’accordo è un segno di piena continuità con l’era Gheddafi, che da una parte ci avvantaggia perché noi eravamo il partner privilegiato. Dall’altra parte però non sapendo chi saranno in futuro i referenti libici non possiamo sapere in che modo percepiranno questa nostra scelta: potrebbero anche giudicarla in modo molto negativo. E non dimentichiamoci inoltre che questo trattato rimane piuttosto oneroso, e lo è ancora di più in un momento di crisi. Ma queste non sono le uniche incognite che gravano sulla firma di ieri.

 

In che senso?

 

Il nocciolo essenziale del trattato è vedere se i libici rispetteranno la consegna all’Italia delle commesse previste. Una sorta di partita di giro, in quanto è previsto che il nostro Paese fornisca 250milioni di dollari annui alla Libia. Con questa somma un comitato misto su richiesta dei libici assegnerà i lavori alle aziende italiane presenti nel Paese. Quindi si tratta di fondi che dovrebbero passare dallo Stato italiano ad aziende italiane, per lavori sul territorio libico. Ma è chiaro che se le commesse non sono assegnate, la sostanza cambia notevolmente.

 

Come si collocherà la politica estera della nuova Libia?


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