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LIBIA/ Il trattato con l’Italia, una vittoria del Colonnello Gheddafi

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Muammar Gheddafi  Muammar Gheddafi

Forse il riavvio della produzione petrolifera potrebbe facilitare una ricomposizione del Paese, perché nessuno ha il vantaggio a mandare tutto a carte quarantotto. Conviene di più stare al gioco, partecipare alla ricostruzione del Paese per arrivare ad avere una parte nelle rendite del petrolio. Jalil ha dichiarato: “Con la caduta di Gheddafi consideriamo finito il debito italiano della seconda guerra mondiale”.

 

Questa affermazione implica la fine definitiva del capitolo sul colonialismo?

 

Quello del colonialismo è sempre stato uno dei caratteri principali dell’identità della Libia di Gheddafi. Ora Jalil sembra rinunciarvi, proprio per sottolineare quella discontinuità dal Colonnello di cui c’è tanto bisogno. Cioè un’idea diversa del Paese rispetto a quella professata da Gheddafi. A Jalil però rimane un problema fondamentale.

 

E sarebbe?

 

Su quale nuova identità si sta basando la Libia? Quella delle regioni, delle città, delle fazioni, della Senussia, dell’Islam? Su quale denominatore comune ricostruirà l’identità della nazione? Perché l’identità nazionale libica è molto debole, frutto di un’invenzione del colonialismo italiano. Bisogna quindi vedere su quali basi rifondarla. Prevedo quindi che la religione musulmana sarà uno dei fondamenti dell’identità della nuova Libia.

 

(Pietro Vernizzi)



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