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EGITTO/ Farouq: i petrodollari sauditi finanziano l’odio anticristiano dei salafiti

Pubblicazione:mercoledì 21 dicembre 2011

Scontri al Cairo (Foto Ansa) Scontri al Cairo (Foto Ansa)

«Arabia Saudita, Qatar e Kuwait stanno spendendo miliardi di dollari per finanziare i fondamentalisti egiziani come salafiti, jihadisti e Fratelli musulmani. Quella che è in corso è una enorme guerra all’interno di tutto il mondo islamico, tra due opposti modelli politici, religiosi e culturali. L’Occidente se ne deve rendere conto e scegliere con chi stare, prima che sia troppo tardi». A sostenerlo è Wael Farouq, professore di Lingua araba all’American University del Cairo, intervistato da Ilsussidiario.net in una delle fasi più drammatiche della vita del suo Paese. Ieri in piazza Tahrir si è registrato il quinto giorno consecutivo di scontri, nel corso dei quali 13 giovani sono stati uccisi dall’Esercito. Un’escalation di violenza alla vigilia della giornata elettorale di oggi in cui si tornerà a votare per il Parlamento. La vittoria dei partiti islamici è data per scontata, e per i cristiani la situazione si sta facendo ogni giorno più difficile. Farouq cita lo sceicco salafita Yasser Burhani, che ha dichiarato con perfida ambiguità: «Odio i cristiani, ma rispetterò i loro diritti».

Anche ieri abbiamo visto il sangue scorrere in piazza Tahrir. Perché in Egitto la violenza non accenna a placarsi?

Negli ultimi cinque giorni a scendere in piazza Tahrir sono stati dei giovani liberali e socialisti. Sono in poche centinaia e hanno organizzato dei sit-in contro la designazione a primo ministro di Kamal Ganzouri. Durante le proteste un ragazzo è stato rapito dall’Esercito e torturato per ore, quindi il suo corpo è stato gettato all’esterno dell’edificio del Parlamento. A quel punto è iniziato il lancio di pietre contro i militari asserragliati nel Palazzo.

Intanto le elezioni hanno visto la disfatta dei liberali e il trionfo degli islamisti. Come commenta questo risultato?

I partiti islamici, dopo avere vinto il primo livello delle elezioni, vinceranno certamente anche il secondo livello i cui ballottaggi si terranno oggi. All’interno dello schieramento liberale occorre però fare una distinzione. I partiti legati all’ex regime, come Al-Wafd, hanno preso solo il 2% dei voti. I partiti dei giovani di piazza Tahrir, coalizzati nel Blocco Egiziano, hanno invece ottenuto il 18% riuscendo a conquistare nei quartieri del Cairo dove vive la borghesia, come il centro storico, Heliopolis, Nasr City e Zamalek. Inoltre nel corso delle elezioni sono avvenute diverse irregolarità, in quanto i rappresentanti dei partiti islamici hanno potuto fare propaganda all’interno di tutti i seggi elettorali senza che le autorità facessero nulla per fermarli.

I Fratelli musulmani, veri vincitori delle elezioni, assicurano di volere uno Stato laico e uguali diritti per i cristiani (vedi http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2011/12/20/EGITTO-Hussein-Fratelli-musulmani-nessuna-distinzione-tra-noi-e-i-cristiani/230330/ ). Ritiene che siano sinceri?

Per quanto riguarda i diritti dei cristiani, possono essere protetti innanzitutto dagli stessi cristiani. E’ molto triste vedere un’enorme percentuale dei copti che si sono astenuti alle elezioni. Se i cristiani non fanno nulla per se stessi, nessuno lo farà al loro posto. Per quanto riguarda invece i Fratelli musulmani, sono molto differenti dai salafiti. Il loro obiettivo non è quello di opprimere i cristiani egiziani e ritengo che saranno di gran lunga migliori del regime di Mubarak, che bombardava le chiese per creare il caos nel Paese, come è accaduto ad Alessandria quasi un anno fa. Quantomeno, possiamo essere certi del fatto che i Fratelli musulmani non arriveranno mai a questo. Il vero problema è un altro.

A che cosa si riferisce?

Al rischio di un’alleanza tra i Fratelli musulmani e i salafiti dopo le elezioni. In questi giorni mi sono incontrato personalmente con alcuni dei loro leader, i quali mi hanno raccontato che dopo le elezioni il loro Partito Libertà e Giustizia, legato ai Fratelli musulmani, si alleerà con i liberali. Tutto questo però non è vero. Se guardiamo a ciò che sta avvenendo le elezioni, che si concluderanno il 10 gennaio, i Fratelli musulmani e i salafiti sono stati degli stretti alleati.

Che cosa vogliono i salafiti?

Per rispondere, basta citare quanto dichiarato dal loro leader, lo sceicco Yasser Burhani: “Odio i cristiani, ma rispetterò i loro diritti”. Quale può essere la credibilità di un leader politico che fa affermazioni come questa? La contraddittorietà di questa frase è evidente a tutti, come si possono infatti difendere dei diritti nei quali non si crede? Il vero pericolo in Egitto è rappresentato quindi dal partito salafita e dalla sua alleanza con i Fratelli musulmani. Questi ultimi sono molto più moderati, con loro sono possibili il dialogo e il compromesso, mentre con i gruppi salafiti è completamente differente: per loro tutto, dalla religione alla politica, ha sempre un carattere dogmatico ed è quindi impossibile discutere.

Chi c’è realmente dietro ai salafiti?


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