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SCENARIO/ 1. Quel patto europeo che mette in pericolo l'Italia

Oggi, come 60 anni fa, c’è il rischio che la crisi inasprisca le divisioni tra i paesi membri a tal punto da far crollare tutto il progetto unitario europeo. Il commento di MARIO MAURO

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“La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano […]. Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche […]. L’Europa non è stata fatta: abbiamo avuto la guerra […]. L’Europa non potrà farsi una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto“ (Robert Schuman - 9 maggio 1950).

Papa Benedetto XVI pochi giorni prima della sua elezione al Soglio Pontificio, analizzando la situazione dell’Europa e la problematica relativa alle sue radici cristiane, affermava che “nel dibattito intorno alla definizione dell’Europa, non si gioca una qualche nostalgica battaglia di retroguardia della storia, ma piuttosto una grande responsabilità per l’umanità di oggi”. Una responsabilità di tutti gli europei, di tutti i cittadini e di tutti i politici. Se l’Europa non è capace di una memoria storica che le permetta di mantenere viva la sua tradizione culturale e religiosa, non potrà pretendere di spiccare il volo.  

Guardando in faccia la gravissima crisi economico-finanziaria di oggi, che mette in dubbio la costruzione europea, non possiamo dimenticare cosa c’è alla base di quel progetto. Dobbiamo oggi con forza riaffermare lo spirito europeista dei padri fondatori. Oggi, come 60 anni fa, c’è il rischio che la crisi inasprisca le divisioni a tal punto da far crollare tutto il progetto, e storicamente, quando i paesi europei sono stati divisi, si sono fatti la guerra. Non siamo in grado di prevedere che tipo di guerra ci aspetta, di certo rischiamo di finire nell’ignoto, in un buco nero senza uscita.

Il Santo Natale è una grande occasione per ricordarci che l’unità politica dell’Europa è nata grazie al comune ideale cristiano di chi l’ha fondata. Oggi più che mai abbiamo bisogno che venga riaffermato il coraggio dei padri fondatori di intraprendere la via del perdono e della fratellanza, di costruire una nuova, migliore, pacifica e comune Europa. Ma l’Europa si muove? Due notizie lo confermerebbero: la Bce ha erogato liquidità alle banche europee per quasi 500 miliardi di euro. E in più è in corso di elaborazione un “Accordo internazionale su una unione economica rinforzata”, detto Trattato salva-euro, che segue al vertice dei capi di stato e di governo della Ue e della Uem (Unione economica e monetaria europea) dell’8 e 9 dicembre dal quale solo il Regno Unito si è dissociato.