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SIRIA/ Duplice attentato: 30 morti e 55 feriti. Si sospetta di Al Qaeda

Pubblicazione:venerdì 23 dicembre 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Un duplice attentato kamikaze avvenuto questa mattina in Siria ha provocato una strage nel centro di Damasco, la capitale. E’ di trenta morti e 55 feriti, prevalentemente civili, il bilancio delle vittime. Due uomini a bordo di autobombe hanno attaccato due sedi dei servizi di sicurezza situate nel quartiere centrale di Kafr Susa. A riferirlo è stata la tv siriana, al Manar, che fa capo al movimento sciita libanese Hezbollah. Sembra che ma mano che ha firmato l’operazione sia quella di Al Qaeda. Le agenzie di sicurezza prese d’assalto fanno parte delle quattro che costituiscono la lunga mano del regime sulla popolazione, e il principale strumento di pressione. Le quattro agenzie sono quelle per la Sicurezza dello Stato, per la Sicurezza politica, per i Servizi di sicurezza dell'aeronautica,  e per i Servizi di sicurezza militari. Ieri la tv siriana aveva riferito di un gruppo di uomini di Al Qaeda penetrati in Libano. Contestualmente, dei testimoni hanno riferito che, in seguito alle esplosioni, che sono state potentissime, si sarebbero udite delle sparatorie.

Attentati di questo genere, nel Paese, sono piuttosto rari. Sono avvenuti proprio nel giorno in cui a Damasco sono arrivati i primi osservatori di una missione della Lega Araba con l’incarico di controllare che la Siria rispetti il piano di pace messo a punto per porre fine alla situazione di caos sorta in seguito alla dure repressione delle manifestazioni dei civili. E’ ormai da nove mesi, infatti, che il presidente Bashar Al Assad e il suo entourage stanno soffocando nel sangue le proteste dei cittadini siriani. Si calcola che dall’inizio delle manifestazioni siano ben 5mila le vittime registrate, molte della quali sono bambini morti sotto tortura. Da parte di molti attivisti, c’è rabbia per l’attentato di oggi. Gli inviati della Lega Araba, infatti, per motivi di sicurezza saranno soggetti a restrizioni. Intanto, Riad Asaad, dissidente a capo del Libero Esercito Siriano con sede in Turchia, a quanto ha riferito l’emittente Al Jazeera, ha condannato l’assalto, sottolineando come i militari ribelli non siano coinvolti ,in nessuno modo.


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