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SIRIA/ Waqqaf (Syrian Social Club): l’Occidente arma Al Qaeda contro i cristiani

Disertori dell'Esercito siriano Disertori dell'Esercito siriano

Le fonti governative non hanno confermato queste cifre. Ciò è un po’ strano, perché il governo di solito si precipita ad annunciare il numero di “terroristi” uccisi o catturati, per calmare l’opinione pubblica che ha paura di questi gruppi armati. Un fatto da tenere presente però è che tutti i ribelli, inclusi delinquenti, banditi, trafficanti di droga, jihadisti e anche gli affiliati non-siriani di al-Qaeda, sono ora ritratti dai principali media internazionali come “il libero Esercito siriano” o “disertori dell’Esercito”, dunque non stiamo parlando di un gruppo omogeneo di militanti anti-governativi.

 

Che cosa accadrà con l’ingresso in Siria degli osservatori della Lega araba?

 

Difficile saperlo con esattezza. E’ probabile che sia il governo sia l’opposizione abbiano preparato il loro “Show” per questi osservatori. Ciò che è importante però è che questi rappresentanti non provengono solo da Paesi attualmente considerati ostili al governo siriano, come il Qatar e l’Arabia Saudita, ma anche da Stati più favorevoli. Comunque gli osservatori arabi sono lì per esercitare una maggiore pressione contro la posizione russo-cinese nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu, una volta che l’attuale fase si sarà conclusa e che la Siria sarà stata deferita per “inadempienza”.

 

Chi sono veramente i ribelli e che cosa vogliono?

 

Molti di loro si oppongono al regime senza appartenere a uno specifico gruppo. Gli esponenti liberali dell’opposizione rifiutano di essere affiliati a questo o quel movimento etnico o religioso e preferiscono una descrizione più oggettiva. Ma come tutti gli altri gruppi non hanno un programma politico chiaro, a parte l’ideale molto vago della “democrazia”. Mentre i gruppi armati e l’ambiente che li sostiene provengono da elementi sunniti e jihadisti che sono direttamente collegati ad alcune precise potenze mediorientali. Da un punto di vista ideologico simpatizzano per la lotta sunnita contro gli sciiti, e questo è il risultato della propaganda saudita in Siria e Libano a partire dal febbraio 2005, quando l’ex primo ministro libanese Rafik Hariri è stato assassinato.

 

Dopo un’eventuale caduta di Assad, che cosa accadrà ai cristiani siriani?