BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

SIRIA/ Waqqaf (Syrian Social Club): l’Occidente arma Al Qaeda contro i cristiani

Disertori dell'Esercito sirianoDisertori dell'Esercito siriano

In generale tutte le minoranza, e non solo i cristiani, finiranno inevitabilmente per soffrire se la componente armata e jihadista dovesse prevalere. Mentre se il governo sarà rovesciato pacificamente, o se si verificherà un cambiamento deciso attraverso le urne, ai cristiani non dovrebbe succedere niente. I sunniti in Siria di solito sono moderati e tolleranti e, insieme alle minoranze, non dovrebbero lasciare posto agli elementi estremisti nella futura vita politica del Paese. Il problema che stiamo affrontando ora però è che l’Occidente sostiene in modo massiccio l’elemento armato, camuffato sotto nomi fasulli come “Combattenti per la Libertà” o “soldati dell’Esercito che si sono rifiutati di sparare a manifestanti pacifici”. Questi gruppi per l’Occidente rappresentano il solo briciolo di speranza di rovesciare il regime siriano”. Però per ironia della sorte questa opzione sta spingendo la maggioranza silenziosa dei siriani nelle mani dell’attuale establishment politico, trasformandoli in sostenitori di fatto dell’esercito.

 

Se i ribelli dovessero prevalere, come cambierà la politica estera siriana?

 

Se dovesse prevalere la fazione dell’opposizione siriana sostenuta dall'Occidente, compresi i gruppi armati, il nuovo governo siriano sarà favorevole agli interessi di chi lo ha aiutato ad assumere il potere. Alcune dichiarazioni pubbliche vanno già in questa direzione. E’ quindi certamente possibile un allontanamento strategico dal consueto atteggiamento siriano nei confronti della questione palestinese.

 

I media occidentali stanno dando spazio solo alle ragioni di chi è contrario ad Assad. Ritiene che ci sia una sorta di complotto?

 

Ci sono diverse ragioni per cui ciò avviene. Una di queste è per il gusto della semplificazione. Le persone in Occidente, per ovvi motivi, non comprendono facilmente la complessità della situazione in Medio Oriente e preferiscono leggere articoli semplicistici in cui si parla di uno scontro tra dittatura e aspirazioni democratiche, desiderio di libertà e spargimento di sangue. Un’altra ragione è che i governi occidentali vorrebbero preparare la loro opinione pubblica a un possibile intervento in Siria, o a qualsiasi altra posizione politica in grado di servire gli interessi degli Stati occidentali. Ho notato spesso, in alcuni casi sperimentandolo in prima persona, che qualsiasi argomento o dimostrazione a sostegno di Assad è subito passato sotto silenzio. Un complotto quindi? Non sono certo che esista, ma gli Stati hanno i loro interessi e, parlando della Gran Bretagna per esempio, non sarei affatto sorpreso di scoprire che elementi dei servizi segreti dell’MI6 sono coinvolti in quanto sta avvenendo.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.