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Esteri

IRAQ/ Kiwan (Lega Araba): solo Benedetto XVI può salvare il Medio oriente dalla guerra

La scena di un attentato in Iraq (Ansa)La scena di un attentato in Iraq (Ansa)

Sì, e anche in Siria se non si troverà una soluzione, il regime proseguirà gli scontri su base settaria, perché sa di avere chi lo sostiene e non abbandonerà il potere con la stessa facilità di Ben Alì e Mubarak. Se Assad non troverà un compromesso grazie all’intervento della Lega araba, l’escalation di violenza tracimerà dall’Iraq alla Siria. E non sono sicura che il Libano riuscirà a salvarsi. La capillare presenza di Hezbollah, i campi profughi, i confini con la Siria, i gruppi islamici armati fanno sì che ci siano troppi elementi che possono sfuggire al controllo del governo di Beirut, portando da un momento all’altro al verificarsi di incidenti violenti.

Quale sarà il destino dei cristiani, se gli scontri settari tra sunniti e sciiti dovessero esplodere?

I cristiani saranno vittime di entrambe le parti, perché sono divisi al loro interno: alcuni di loro sostengono i sunniti e altri gli sciiti. Se ci sarà uno scontro settario, in ogni caso si conteranno delle vittime cristiane. E questo incoraggerà i cristiani ad abbandonare progressivamente il Libano. Questo è il pericolo più grave, anche perché nel mio Paese alcuni cristiani vivono in mezzo a comunità sunnite, altri in quelle druse o sciite. Questa è la realtà geografica, demografica ed economica dei cristiani libanesi. Uno scontro settario significherà quindi letteralmente la morte del mio Paese.

Che cosa possono fare i cristiani in questa difficile situazione?

I cristiani dovrebbero giocare un ruolo per moderare il conflitto tra sunniti e sciiti. Il fatto che i cristiani in Medio Oriente non formino della comunità chiuse è un vero miracolo, ed un bene per l’intera società. I cristiani arabi non sono tutti alleati di un’unica fazione, e quindi possono contribuire a ridurre le tensioni tra le due parti. Grazie a questa strategia possono salvare il Medio Oriente, e nello stesso tempo conquistare un nuovo ruolo consolidando la loro posizione sociale. Mentre i lunghi anni di violenza e di scontri hanno portato a una marginalizzazione dei cristiani, che da un punto di vista demografico si sono trasformati in una minoranza nello stesso Libano.

In Iraq i cristiani sono una minoranza perseguitata. Perché ritiene che possano trasformarsi in ago della bilancia?


COMMENTI
30/12/2011 - Belle Speranze per Pochi Eletti (Antonio Servadio)

Proporre che un Papa cattolico possa "intervenire perché il dialogo tra i diversi leader spirituali musulmani possa individuare il modo..." è una bella e nobile speranza. Fa onore a chi la esprime - ma assai improbabile. Nell'ottica musulmana la figura del Papa riveste sì una "autorevolezza morale" ma non vi è annessa alcun genere di "autorità" (ben altra cosa rispetto all'autorevolezza), anzi. Sarebbe assai rischioso un intervento del Santo Padre in un campo che lo sente estraneo o avverso, sia sotto il profilo religioso sia sotto il profilo politico. Alto il rischio di fraintendimenti, polemiche e strumentalizzazioni (anche in EU). Basterebbe ricordarci del polverone diplomatico che si era sollevato in seguito a brevi parole del Papa sull'Egitto pre-primavera. E ancora, è proprio questo il ruolo di un Papa? E la preghiera? - In scenari di questo tipo non ha senso parlare di religione al di fuori fuori dalla cornice storico-geografica-politica. Necessita tenere sempre ben presente che gran parte della popolazione dell'area MENA ha assimilato lo stereotipo (errato ma non per questo meno reale) dell'equivalenza di fondo tra "occidente" e "cristianesimo"; associati in un unico abbraccio indentitario che alimenta la patologia di quello "scontro di civiltà" che facilmente agita le piazze e che ben si presta a quelle faziose manipolazioni di cui vediamo purtroppo anche tante tragiche e violente conseguenze nelle cronache di questi ultimi mesi, Asia ed Africa incluse.

 
29/12/2011 - SIAMO TUTTI COSTRUTTORI DI PACE (GIANLUIGI PARENTI)

Preghiera e digiuno. La Madonna,il Papa e i nostri Rosari!