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Esteri

IRAQ/ Kiwan (Lega Araba): solo Benedetto XVI può salvare il Medio oriente dalla guerra

La scena di un attentato in Iraq (Ansa)La scena di un attentato in Iraq (Ansa)

Dovrebbero e potrebbero farlo con successo. E per ottenere risultati in questa difficile impresa, la loro unica arma è l’unità. I cristiani devono trovare un’unica strategia e visione del Paese, esercitando un ruolo di moderatori. Sono in grado di farlo perché né sunniti né sciiti hanno una visione chiara del futuro del Paese. Ciascuno dei due gruppi vuole l’intero Paese solo per i propri interessi, ma l’Iraq non avrà un futuro se l’unica prospettiva politica è il benessere di una delle diverse comunità che lo compongono. Occorre trovare una soluzione alternativa.

Quale ruolo può giocare il Vaticano in Medio Oriente?

Innanzitutto deve essere un ruolo di coinvolgimento attivo, e non di spettatore passivo. Il Vaticano può essere in grado di aiutare a ridurre le tensioni, e non deve limitarsi a chiedere che i cristiani siano protetti, perché in questo modo non si risolve il problema alla radice. I cristiani non saranno mai abbastanza sicuri, finché il Medio Oriente rischia una nuova guerra. Questo conflitto coinvolgerà chiunque e ciascuno di noi ne è una vittima potenziale. Quello che intendo rivolgere è un appello personale al Papa Benedetto XVI. Gli chiedo di intervenire perché il dialogo tra i diversi leader spirituali musulmani possa individuare il modo migliore per riportare la stabilità in quest’area. Il Vaticano ovviamente non ha truppe, ma può esercitare un ruolo morale decisivo grazie al suo prestigio e alla sua autorità.

Ma sunniti e sciiti presteranno ascolto alle parole del Papa?

I cristiani sono parte del Medio Oriente. Gesù Cristo è nato a Betlemme, cresciuto a Nazareth ed è vissuto a Gerusalemme, le prime comunità cristiane si sono formate in Palestina, e oggi sono presenti in ciascuno dei Paesi del Medio Oriente. Attraverso queste comunità, il Papa dovrebbe quindi cercare di rivolgersi a sunniti e sciiti. E questi ultimi potrebbero ascoltarlo. A volte le guerre incominciano e non hai nient’altro da fare: in queste situazioni, hai bisogno di qualcuno che ti dia un’opportunità per venirne fuori. L’autorità morale del Vaticano può rappresentare proprio questa nuova opportunità che finora è mancata al mondo arabo.

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
30/12/2011 - Belle Speranze per Pochi Eletti (Antonio Servadio)

Proporre che un Papa cattolico possa "intervenire perché il dialogo tra i diversi leader spirituali musulmani possa individuare il modo..." è una bella e nobile speranza. Fa onore a chi la esprime - ma assai improbabile. Nell'ottica musulmana la figura del Papa riveste sì una "autorevolezza morale" ma non vi è annessa alcun genere di "autorità" (ben altra cosa rispetto all'autorevolezza), anzi. Sarebbe assai rischioso un intervento del Santo Padre in un campo che lo sente estraneo o avverso, sia sotto il profilo religioso sia sotto il profilo politico. Alto il rischio di fraintendimenti, polemiche e strumentalizzazioni (anche in EU). Basterebbe ricordarci del polverone diplomatico che si era sollevato in seguito a brevi parole del Papa sull'Egitto pre-primavera. E ancora, è proprio questo il ruolo di un Papa? E la preghiera? - In scenari di questo tipo non ha senso parlare di religione al di fuori fuori dalla cornice storico-geografica-politica. Necessita tenere sempre ben presente che gran parte della popolazione dell'area MENA ha assimilato lo stereotipo (errato ma non per questo meno reale) dell'equivalenza di fondo tra "occidente" e "cristianesimo"; associati in un unico abbraccio indentitario che alimenta la patologia di quello "scontro di civiltà" che facilmente agita le piazze e che ben si presta a quelle faziose manipolazioni di cui vediamo purtroppo anche tante tragiche e violente conseguenze nelle cronache di questi ultimi mesi, Asia ed Africa incluse.

 
29/12/2011 - SIAMO TUTTI COSTRUTTORI DI PACE (GIANLUIGI PARENTI)

Preghiera e digiuno. La Madonna,il Papa e i nostri Rosari!